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Referendum nazionale al macero...

Centrale nucleare...e quattro centrali nucleari da attivare in Sardegna

Niente cambia e niente dura. Ecco la condizione del pro-tempore, lo status dello spazio finito. Costruzioni antichissime come il Colosseo, il Panteon, la Muraglia Cinese, non le vedremo più. La cementazione urbana espande la propria invasione barbarica edilizia, palazzo su palazzo, in analogia alla natura negativa invertita e alla sua rigenerazione  relativa post mortem (l’abbattimento della edificazione urbanistica precedente).

Dopo cento o duecento anni, non c’è palazzo che possa sopravvivere al business che incalza. Viene abbattuto e sostituito da altre costruzioni. I fantasmi delle società metropolitane si nascondono dietro ai consigli di amministrazione fittizi, e gli avvocati sia dell’accusa che della difesa ci dicono che a volte è impossibile scoprire chi ci stia dietro.

In genere è l’uomo dell’anno. Bum!…Bang! Quello che fa saltare gli argini e provoca lo straripamento dell’acqua in piena, oppure ai giorni di oggi in cui non ci si aspetta più l’immane diluvio, ma il fuoco della distruzione apocalittica, quello che si presenta sorridente con una bella tanica di benzina, gasolio, petrolio e quant’altro di facile combustione che faccia ribollire la rabbia degli oppressi e degli usurpati relegati nei ghetti dei senza casa.

Ma se hai la confezione della sintesi, la miscela della formula della relatività dell’atomo, saltare in aria è contemporaneamente un imperativo e uno spasso, e il conto alla rovescia che lo precede evince la visione suggestiva della negativizzazione e dell’invertimento del mondo atomico.

La ricerca va condotta scrupolosamente negli uffici del legami e degli intrecci umanitaristici, dove il lucro si nasconde sotto il No Profit e il vero proprietario, l’usurpatore, il detentore del business, è la Morte.

Le radiazioni possono essere benevole quando concorrono a riequilibrare il tasso demografico superore alla media consentita e a garantire la perpetuazione per l’Inferno Manifesto, pro-tempore, cioè finché dura, dei mostri.

Il tempo è tutto, perché il tempo è lo spazio, il moto che sebbene finito ti consente di contrarti e di dilatarti, di oscillare e di ruotare vorticosamente su te stesso. Parchi puliti e piscine Ville. Scuole, asili, ospedali. L’usurpazione demaniale non è il bum dell’economia del miracolo, ma è il BUM! catastrofico della formula che fa della proprietà  privata il business della tomba, il cerchio chiuso dell’alfa e dell’omega. Però il tempo, lo spazio, è finito. Lo sappiamo. E’ stato spiegato, è stato detto e ridetto. Quindi non c’è più. E se il tuo spazio è finito, anche tu sei finito. Non ci sei più. Preparati dunque alla tua terza percezione: la caduta e la rimozione le hai già dentro di te.

Il pro tempore che intercorre tra l’evento e la sua percezione, è pur sempre un inganno, perché discende dall’Ordine Cosmico della relatività dell’atomo, caduto in prescrizione, rimosso dall’Universo e cancellato.

Ciò che ti rimane – questo va sempre detto, ridetto, confermato, riconfermato e ricordato - è quindi il pro-tempore, la mera finzione, l’inganno. Eppure “pro-tempore, mera finzione, inganno”, necessario, anzi indispensabile per l‘avvenuta realizzazione dell’Universo.

Tant’è che se i saggi pensano: “E’ meglio una vita schifosa che niente”, ignorano puntualmente di essere essi quel niente.

Purtroppo, non è questo un film horror da recensire, ma soltanto horror post elezioni regionali sarde, che ne spiega la ragione e l’esito. La buona notizia, è che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, e il mare di Sardegna è bellissimo. Da godere quindi finché si è in tempo.

Il Notiziario

 
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