R a d i o l a n d

M u s i c a & I n f o r m a z i o n e

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Home Notizie dall'universo e dintorni Il mondo alla rovescia La Privacy e la punta dell'iceberg

La Privacy e la punta dell'iceberg

Vuoto a perdereIl vip era lì e lo stava osservando. Lo bloccò prima che riuscisse ad aprire la porta della coscienza,
cosa che in ogni caso non sarebbe mai riuscito a fare per effetto della perfezione della propria
incoscienza. Cercava di abbassare la maniglia, premette un tasto e mise in moto la sicura.
Il sintomo campione era un aborto e rifiuto umano di piccola statura, piuttosto brutto,
un brevilineo di aspetto non molto gradevole che comunque impersonava qualche migliaio
di sintomi che si identificavano in lui imitandolo sia nelle movenze balzanti di zombi da spiaggia,
che nei momenti di stasi, quando - adeguandosi all’argomento serioso o fingendosi immerso in chissà
quali pensieri profondi - il suo sguardo fino ad allora in movimento vagante, si immobilizzava sullo schermo
del televisore preda dell’improvviso ebetismo rivelatore del Vuoto a Perdere.
Cercò di premere il pulsante del fermo immagine, ma si ritrovò con un braccio teso che dallo schermo della TV muovendosi di lato dirigeva il segnale del telecomando verso il monitor del computer, sul tavolo di lavoro posto sotto la finestra dell’ufficio.

Il braccio, nello sforzo di dirigersi da quella parte, gli si era attorcigliato sul collo e quindi sul naso e la bocca, e lui, semplice sintomo ma di aspetto diverso dal sintomo campione in televisione, tentava di divincolarsi da quella morsa imprevista senza molto successo muovendo gambe e braccia in maniera disarticolata come un burattino mosso da fili invisibili.

E infatti non ci riuscì, nonostante seguisse tutte le istruzioni del sintomo campione. Gli venne in mente una serie di cause, perché quello non era il suo campione, perché lui votava per un’altra parte, perché lui non si era mai iscritto al corrispondente corso di autodifesa. E c’erano sicuramente molti altri perché. A esempio, perché non si era messo gli scarponi per scalare la roccia. Perché si era tagliato i capelli a zero cercando di farli ricrescere sulla calvizie precoci. Perché era molto più alto della scimmia parlante campione che adesso sbraitava in televisione, per cui non poteva scimmiottarla adeguatamente. Perché non si era lasciato crescere le unghie per arrampicarsi e cavargli gli occhi. Perché quel campione di scimmie parlanti, era sempre in prima fila e in mostra se doveva raccogliere gli applausi, ma si defilava nascondendosi dietro il divano dello studio televisivo pretendendo la privacy, quando si trattava di ricevere i fischi, le pernacchie e le disapprovazioni del pubblico. E infine perché lui era meno stronzo? Ho no, questo no: perché sarebbe stata una forzatura evidente. Nel mondo delle copie e del ricalco, la disuguaglianza sostanziale economica è la condizione inviolabile intesa ad occultare la natura del contesto, dove una copia vale l’altra e così il campione prelevato, la cui osservazione permanente  dei comportamenti risulta pertanto  fondamentale per il controllo analitico.

Non vi è alcuna possibilità di privacy per ciò che è pubblico e in vetrina. La Cultura dell’Universo, lo ha puntualizzato con estrema chiarezza. Perché niente obbliga il semplice sintomo ad essere prelevato come campione dal Campionario sintomatico. Nessuno punta un mitra alla testa del sintomo campione perché assuma tale funzione.

La vetrina dei sintomi campione non può in assoluto essere oscurata e resa invisibile per poi aprirsi e mostrarsi a piacere, con i preparativi più comodi, l’occasione propizia o pianificata, previa doccia, profumo e quant’altro di artificiosa appariscenza. Non esiste che il sintomo campione dica: “Ebbene si. Adesso sono in stato di apparenza pubblica”. Oppure: “Alt. Adesso sono in stato di privacy”, facendo calare il sipario sul palcoscenico, stendendo il panno nero sulla vetrina.

La vetrina deve restare aperta ed esposta al pubblico 24 ore al giorno, senza alcuna interruzione o limitazione, perché è fondamentale per la lettura di uno status quo che come il Titanic viene propagandato inaffondabile Altrimenti si rischia di farne la stessa fine. Chi non vede la punta dell’iceberg, s’infrange contro il ghiacciaio o contro ogni ostacolo nascosto dalla privacy e affonda..

Non ci si può nascondere dietro le quinte o nell’anonimato degli spettatori, se si è scelto di mostrarsi  sul palcoscenico. E ciò vale ovviamente sempre e in qualsiasi circostanza, anche - anzi soprattutto - se si è parte del potere economico storicamente nascosto e burattinaio operante dietro le quinte, che a un certo punto decida di trasferirsi sul palcoscenico diventando esecutore di se stesso.

Quindi, nessuna sorpresa. Nella mano che dal televisore incombeva sulla sua testa, c’era adesso una sigaretta accesa  che per imprimere meglio la dipendenza dalla nicotina e con questa dall’usurpazione, gli veniva premuta sul collo per provocare la sua dipendenza.

Lui non sapeva come difendersi. Ma poi gli riuscì di girare il polso che sosteneva la mano, e la mano si aprì e la sigaretta cadde a terra. Avrebbe lasciato un segno sulla cima della scalata.

Notiziari

 
Banner
Banner
Banner
Banner