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Home Notizie dall'universo e dintorni Il mondo alla rovescia Notturno per piano, per violino...

Notturno per piano, per violino...

Pianoforte...piano sereno, piano solo.

I paradisi fiscali rimbombano delle note armoniose ispirate alla notte paradisiaca dei grandi ladri di regime, i cui capi banda dai retroscena parlamentari segretati si presentano sui palcoscenici mediatici dichiarando il proprio impegno nella rimozione dei privilegi, procedendo silenziosamente al rallentatore e a tastoni con passi felpati - articolati e spesso sospesi nell’aria in figure statiche, da mimo o da bella statuina, oppure come se camminassero su una distesa di uova fresche - sui tappeti di colore rosso fiammeggiante stesi ai loro piedi dai tirapiedi all’uopo indottrinati.

E’ della più ovvia e più comune accezione che il Grande Spirito, il quale tramite lo Stato di Usurpazione stabilisce le regole dell’occupazione insana per l’osservanza degli occupati relativamente contagiati, abbia costantemente bisogno del consenso popolare più allargato da parte delle popolazioni dei territori occupati, per il quale impiega i suoi collaborazionisti più fidati, in genere aborti e rifiuti umani di alto lignaggio economico (ovvero agenti patogeni di alta specializzazione), sebbene spesso anche di basso profilo professionistico, il cui tornaconto risulta tra l’altro facilmente riconducibile all’istituto dei paradisi fiscali stabilito dalle leggi occupative e della massima espansione del contagio ispirate dal Grande Flagello.

Che tra gli occupati più miserevoli e bisognosi, ci siano anche i “Collaborazionisti con il Nemico” più fidati, sembrerebbe l’evidenza del paradosso espresso per propria natura negativa invertita dalla negativizzazione e dal rovesciamento evincente l’Ordine Sociale –j9: da qui all’idea di tassare con uno specifico tributo dedicato agli eccessi, i seguaci e i simpatizzanti della massima usurpazione dalle più modeste condizioni sociali ed economiche, sembrerebbe ripercorrere l’iniziativa con opposti obiettivi assunta a suo tempo sull’isola sarda, tempestivamente soffocata, riguardante la così detta “tassa sul lusso”.

Perciò, la “tassa sull’eccesso”, vale a dire l’idea di tassare, a causa di un opposto eccesso patologico sia economico che intellettivo, ad esempio i seguaci, i simpatizzanti e i votanti del potere finanziario trasferitosi dal dietro le quinte sul palcoscenico del teatrino politico del Paese Campione, rientranti in tali categorie, non troverebbe ragione di sussistere, innanzitutto per il semplice motivo che - vista la natura del contesto - anche rivolgendo altrove l’attenzione e il proprio interesse (aritmeticamente parlando spostando l’ordine dei fattori), il fatidico prodotto non cambierebbe..

E, purtroppo, la musica rimbombante della coralità orchestrale, a parte la notte e il sereno nuvoloso delle tenebre mortali, non ha nulla a che vedere con le fascinose note di Chopin, evincendo la musica falsa, stridula e gracchiante,  della  Stecca.

Pensi che anche noi si faccia parte del mucchio? Ecco dove sbagli. E’ il tuo errore peggiore. Noi, siamo l’armonia…

Il Notiziario

 
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