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Lo stupro tra emulazione e depravazione

Le donne dichiarano guerra allo stupro

Chi delinque, o peggio violenta e uccide, non può e non deve rimanere impunito.

L’immigrazione, specie quella massiccia proveniente dall’Europa dell’est (ed in particolare dalla Romania che rappresenta la comunità straniera più numerosa), è uno degli irrisolvibili problemi che l’Italia deve affrontare, ed è strettamente connesso a quello della sicurezza. Il nostro è notoriamente uno dei paesi europei caratterizzato dalla mancanza di sicurezza e da una scarsa certezza della pena. Mentre è prioritario in uno stato – di diritto – garantire si i diritti della persona, ma anche una certezza ed una adeguata severità delle pene. A seguito dei recenti stupri (ma cronologicamente dobbiamo risalire all’omicidio di Giovanna Reggiani a Roma) si è verificata una compatta mobilitazione delle donne, tramite comitati, cortei e manifestazioni. Ma non è abbastanza. Il punto è che non ci sentiamo sufficientemente tutelate e rappresentate. Si discute tanto di pari opportunità, ma in tale contesto sembra quasi una parodia, giacché mancano i fondamentali.

Come se tutte le battaglie e le conquiste portate avanti dalle donne nel corso degli anni fossero state spazzate via. La violenza sessuale nei loro confronti è sempre esistita ‘dal tempo dei tempi’. Ma ora siamo nel ventesimo secolo, la donna non è più considerata “inferiore”. Eppure mai come adesso si stanno verificando aggressioni e stupri con accanimento quasi sistematico (culminanti persino nel fenomeno del bullismo come depravazione adolescenziale). Sembra che vadano di moda come i reality… Senza contare le ripercussioni in questa società sempre più incivile, individualista e violenta; di questo passo dove si andrà a finire?

Sappiamo bene che in Italia non è prevista in nessun caso la castrazione chimica, peraltro materia delicata e complessa che meriterebbe qualche approfondimento, dato che c’è molta disinformazione in merito. Però chi delinque, o peggio violenta e uccide (italiano, romeno o di qualunque nazionalità sia) non può e non deve rimanere impunito. Primo, perchè questo ha un effetto a cascata su tutte le persone intenzionate a delinquere. Inoltre, per contenere quella ventata di astio xenofobo che sta inevitabilmente e pericolosamente dilagando in Italia.

La stessa legislazione romena, ad esempio, punisce severamente crimini gravi come questi (ma anche meno gravi), mentre non si comprende come mai la legislazione italiana debba essere così permissiva e tollerante. E non appena si parla di inasprimento delle pene per taluni reati, si grida subito a misure razziali e discriminanti.

Per garantire maggiore sicurezza, non potendo “mettere a disposizione un militare per ogni bella donna”, come auspicava il Presidente del Consiglio, è stato approvato il cosiddetto ‘pacchetto sicurezza’. Si è parlato di mobilitare l’esercito, di dotare di pistole la polizia municipale. Si è dipinto un mondo tipo quello delle seriali (nonché ferali!) fiction televisive su polizia e carabinieri. Pare che invece facciano parte di questo pacchetto norme insensate ed inquietanti come quella che prevede la possibilità da parte del personale sanitario di denunciare immigrati clandestini, o quella del permesso di soggiorno a punti, o magari un giro di vite sui writers. E questi sarebbero i cambiamenti epocali in tema di sicurezza?

Pensando alla triade rivoluzionaria di uguaglianza, libertà e fratellanza, nel momento in cui la dignità di molte donne viene annientata, non riesco a sentirmi “uguale”, mi sento dimezzata. Non mi sento persona, mi sento solo corpo. Non mi sento libera, neppure di girare tranquillamente senza temere di venire aggredita. Non mi sento di considerare “fratello” chi agisce con brutalità e violenza.

Mi chiedo, in che modo si può eliminare la paura che provano quelle di noi che tornano da sole a casa la sera, magari stanche dopo una giornata di lavoro? Dobbiamo difenderci con lo spray al peperoncino o con la torcia super abbagliante? O magari seguendo un corso intensivo di arti marziali? Di sicuro, l’unica ‘arma’ che abbiamo a disposizione è la nostra forza interiore. Fintanto che non ci toglieranno anche quella…