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Sergio Valli

Sergio Valli

Sergio Valli, scrittore, poeta e saggista, nasce a Roma ma vive e lavora da molti anni sulla costa orientale della Sardegna.

Scrittore di grande tensione etica, i suoi testi di narrativa, poesia e saggistica sono caratterizzati da due fonti di ispirazione: quella che scaturisce dall'esperienza sociale quotidiana e quella fantastica, pervasa da tormenti metafisici, dimostrando un grande impegno ed una appassionata carica comunicativa; rivelandosi in tal modo, oltre che uno scrittore “intellettuale”, anche un uomo “geniale” che ha saputo costruire e raccontare un proprio grande, audace e originale sistema religioso e cosmologico.

I suoi romanzi risultano contraddistinti da un drammatico, ma al tempo stesso ironico, realismo, nonché marcati da un forte disegno dei caratteri umani dei personaggi sostenuti dall'etica sociale: “Capelli, pecore e morte”, “Il Cristo e il Giuda”, “Lavoro di gruppo con uccisioni”, e i suoi due romanzi/trattati “fantacosmogonici” Madre Materia e Ufo La Ragione Unitaria, che rappresentano una sorta di anteprima dell’opera La Trilogia dell'Universo “Il Cristianesino realizzato: l'Universalesimo".

Per quanto riguarda le liriche, come “Passi sulla sabbia” e “ Io l’uomo”, Valli si manifesta come un cantore delle variegate espressioni dell’anima che traggono origine dalla struttura stessa dell’universo.

Madre MateriaTra i suoi lavori inediti, invece, l'opera poetica "Il Pianeta domani";  il thriller psicologico e assai peculiare nei contenuti "ES: Lettere d'amore a Carolina"; “Tarzan ritrovato”, un breve romanzo fantastico, o piuttosto una fiaba sociale di tipo sperimentale; “Il delitto della Croce”, una narrazione biografica, ovvero una riscrittura romanzata del Nuovo Testamento imperniata su una particolare rappresentazione di Cristo.

Un posto a se, di difficile collocazione critica, Valli occupa nel mondo della cultura laddove, all'originalità espressiva e alla carica comunicativa trascesa dalla sua sintesi messianica soggiunge, con i contenuti creativi di una nuova politica e di una nuova filosofia del diritto, la divulgazione scientifica di una organica interpretazione oggettiva della natura dell'uomo, dell'universo e del loro destino.

Si nota in ogni sua opera lo sforzo reso necessario dall'ansia di dire tutta la verità; tuttavia la sua prosa, che tende in modo del tutto naturale all'arte, e la sua letteratura, che si (pro)pone come stimolo educativo al ragionamento e all'introspezione, traggono origine da un'autentica poetica dei contenuti.

Dovendo considerare nel suo complesso l'Opera di Sergio Valli, è inevitabile rapportarla all'emblematica affermazione della persona umana intesa come "essere dotato di intelligenza”, contrapposta al regime di totale usurpazione fisica o animale, ed appare chiaro come la tematica dell’uomo ritorna, in quanto “l'uomo appartiene al presente dell'uomo”.

Il saggio, la prosa e il verso non costituiscono nell’autore, cantore del reale, le prospettive diverse di un unico discorso, ma l'unica assoluta prospettiva della realtà, un'unica letteratura, di tutti i tempi, che finisce per liberare la voce e la ragione unitaria del logos, così che il gesto si fa movimento e verbo.

L’autore, scavalcando così ogni riferimento storico e culturale, ci offre la parola dell'ESSERE, laddove la poesia non può più sostituire la realtà, perché è la realtà a sostituirsi alla poesia.

Valicati perciò i confini dell'ignoto, la sua letteratura - che è ad un tempo esplorazione intellettualistica, edificazione morale e realizzazione delle coscienze - viene così vissuta come dono dell'intelligenza volto a penetrare oltre i limiti della memoria i confini inviolati dell'inconoscibile; avendo intuito la ragione stessa della vita, il senso della sopravvivenza biologica della Terra e del suo prosieguo spaziale e temporale.

Sergio Valli nella storia delle idee ha e avrà un peso specifico molto alto, e non solo nella storia delle idee ma anche nella storia della letteratura dove l’autore si è espresso  con il suo stile personalissimo e audace, sia come poeta visionario e immaginifico nonché affabulatore politico e acrimonioso, sia come romanziere realistico attento al sociale ma al tempo stesso misticamente dominato da un’anima fantastica e fantascientifica che esplode nella sua opera Madre Materia,  dove getta le fondamenta del pensiero universalista.

Quella di scrittore, anzi di delatore della verità, per lui oltre essere una missione è un dovere; e tra lo scetticismo dei più, coloro che sono sensibili e raziocinanti non potranno certo rimanere indifferenti alla sua prorompente genialità, al suo pathos creativo, alla sua fertilissima intelligenza.

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