PROPOSTA PER UNA NOUVELLE VAGUE FUMETTISTICA
Questo non è un manifesto, strappatelo se ci riuscite.
Siamo in democrazia digitale e Naima prende la parola, lo scenario è cineforum anni sessanta, fumoso e creativo, o come volete immaginarvelo voi, per me è lo stesso, basta che si stia comodi.
Allora tigrotti, sopportate per un po’ le solite fregnacce che già sapete, la solita analisi sociale da quattro soldi e magari qualche frase sarà fiammifero che darà fuoco ai vostri crani, cape scaurate, ovvero teste calde.
Internet lo permette e i tempi sono maturi.
Se ci troviamo in un periodo storico dove la creatività dei giovani (termine peraltro odioso, ma sicuramente più rapido), è soffocata da un esibizionismo che non guarda alle abilità ma ad un’inutile, effimera esibizione di sé stessi nelle sue peggiori manifestazioni, è anche vero che sono molti i ragazzi che, in modo più o meno professionale, si spendono alla realizzazione di fumetti.
Cito Wikipedia, precisamente la parte della voce “Nouvelle Vague” che mi ha fatto entusiasmare: “La Nouvelle Vague è il primo movimento cinematografico a testimoniare in tempo reale l’immediatezza del divenire, la realtà in cui esso stesso prende vita. I film che ne fanno parte sono girati con mezzi di fortuna, nelle strade, in appartamenti, ma proprio per la loro singolarità, hanno la
sincerità di un diario intimo di una generazione nuova, disinvolta, inquieta. Una sincerità nata dal fatto che gli stessi registi che si sono riconosciuti in questo movimento, tutti poco più che ventenni, fanno anche loro parte di quella nuova generazione, di quel nuovo modo di pensare, di leggere, di vivere il cinema che fu chiamato Nouvelle Vague.”
In meno rispetto alla Nouvelle Vague secondo me, adesso, con questi ragazzi aspiranti fumettisti che dicevo, c’è la cultura. Questi pischelli che disegnano e creano le proprie storie non pensano al fumetto come un mezzo di pari dignità rispetto al cinema; spesso non conoscono nemmeno Pratt
, Crepax, Pazienza, Manara, (giusto per limitarsi ad alcuni dei più significativi nomi italiani) si adagiano sui comodi manga, validi certo, ma privi della complessità di molti capolavori europei e si ispirano alle fiction americane, più che ai grandi del cinema internazionale.
Bastonatemi pure per le mie generalizzazioni, i colpi li prendo volentieri dal momento che è proprio una reazione che mi piacerebbe vedere dai miei coetanei.
Ci sono le scuole di fumetto che insegnano molto, è vero. Ma qui si parla di travalicare il fumetto, di spingerlo più su, insieme, come tanti piccoli rivoluzionari ansiosi di dare voci alla propria generazione, magari di tirarla fuori dalle evasioni fantasy che troppo spesso si concede, ma questo è un punto di vista. Questo articolo è tutto un punto di vista, ‘fanculo, l’avete già capito no, belve?
Io sono, come dice wikipedia, una ventenne che vuole raccontare, disegnare il proprio diario intimo.
Adesso parlerò con schiettezza, senza reticenze né presunzione, come un essere umano che mira a migliorarsi e dare il proprio contributo in qualche modo; io leggo molto, non solo fumetti; libri, giornali, cerco di capire. Mi sembra doveroso farlo, siccome ho intenzione di trasmettere contenuti come artista, o perlomeno creare una mia poetica. Sicuramente non ho ancora i mezzi, e lo dico guardandomi le mani, non guardando le penne per inchiostrare, ma mi incoraggia ricordare che nemmeno Godard li aveva quando girò “Fino all’ultimo res
piro”. Quattro settimane, budget contenutissimo e una cinepresa a mano: un capolavoro.
Cosa abbiamo noi di meno rispetto a loro?
Secondo me abbiamo una cosa in più, di troppo; la pigrizia. Non è colpa nostra, non del tutto. E’ quello che ci fanno mangiare, McDonald della mente. Anni di alimentazione sbagliata. Essì che è più facile preferire gustoso junkie food a bocconi più salutari, ma non c’è da lamentarsi quando il problema è sotto i nostri occhi. Una generazione vuota e annoiata, malata di video. Incapace di raccontarsi, di creare, di ribellarsi, forse perché non sa nemmeno di cosa lamentarsi.
Un televisore ce l’ha, col chionzo un giorno va un altro no ma alla fine dimentico tutto ballando Bob Sinclair in discoteca, cazzo, ho pure l’account facebook, non manca nulla direi.
E’ passato persino il “non so cosa voglio ma so come ottenerlo” del punk; non c’è rabbia, tutt’al più liti scenografiche alla Maria de Filippi. Ce le serbiamo per le telecamere le nostre urla, eh?
Ecco che vi dico, non da sopra un pulpito ma come una che si è alzata in mezzo a voi che state seduti: Vomitate tutto belve, oppure ancora meglio assimilatelo, trasformatelo e mettetelo nelle vostre vignette, per dire quanto fa schifo. Sempre che vi faccia schifo.
Ok. Pino Scotto si era impossessato di me, ora abbassiamo i toni.
Siamo propositivi. Raccontiamoci. Parliamo.
Portiamo il fumetto più in alto, organizziamoci, creiamo storie brevi, recensiamoci fra di noi su siti liberi, dilettanti con gli occhi grandi, bellezza gratuita, scambiamoci link, suggestioni. Soprattutto vediamo di darci un taglio con il do-ut-des alla myspace, leggiamo gli altri per interesse, per amore, non aspettandoci un commento in cambio.
Una casella mail sicuro che ce l’avete, la mia è Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Voglio sapere che ne pensate, per conto mio, tigri, auspico a un fantastico cortocircuito.




