Monica Martinelli - Poesie ed ombre...tra suoni e silenzi
Prefazione di Walter Mauro
Il ruolo che può assumersi un prefatore, a lettura conclusa di un testo molto ricco e radicato in profondità - e che affronta un buon numero di percezioni dell'io non isolabili da un contesto linguistico che le convalida e le propone alla meditazione del lettore - il dettato critico insomma propone un potenziale di approfondimento che va a situarsi oltre le righe del testo stesso, al fine di dedurne non soltanto le molteplici sfumature, ma anche di evidenziarne qualità e novità in un contesto oggi generalmente approssimativo e sciatto. L'invito a questo tipo di sondaggio proviene proprio dalla silloge di Monica Martinelli che già nella titolazione, Poesie ed ombre, pone il grande tema della pluralità sensitiva come supporto essenziale per traghettare la poesia nella riflessione, poiché nulla esiste di più...
...autobiografico che il verso, vero e autentico rifugio delle mente e della razionalità - viene alla mente il pensiero poetante dell'omino di Recanati - nel caos irrazionale che ci sovrasta, e che può reperire un suo preciso ordine delle cose proprio e soltanto da una lingua poetica fortemente lavorata, come accade di frequente in questa vissuta e rigenerata avventura poetica di Monica.
Poesia dunque fondata stalla percezione riflessa e recuperata entro crogiuoli di sensibilità molto spiccata e rielaborata linguisticamente, fino a produrre un continuum, che è sintomo di logica intellettiva e consequenziale. Potrebbe apparire un boomerang quanto si va dicendo delle riflessioni di Monica, ma è vero il contrario: la poesia più vera e autentica è quella che fonda la sua ricognizione primaria nei recessi profondi dell'io per cavarne fuori la realtà effettuale della cosa, avrebbe detto paradossalmente un maestro della scienza politica come Machiavelli. Per tale motivo che l'universo della natura vegetale e animale viene personalizzato fino ad assumere sembianze protagonistiche senza che il lettore avverta le distanze: e a consentire una tale operazione simbiotica è la clessidra del tempo che unifica i "tumulti di parole" che andrebbero invece soggetti ad una drammatica dispersione. Inutile chiedersi "cui prodest?", sarebbe come pretendere dalla poesia un eccesso esplicativo che essa non può e non deve dare. All'interno di tale processo, che possiede di certo una sua qualificante complessità non sarà difficile innestare l'universo misterioso che ci coinvolge e condiziona, primo fra tutti il mistero della nascita, seguito inesorabilmente dalle infinite sequenze del vivere, dell'essere, dell'esistere, lungo crinali che si servono talvolta, legittimamente, di un vocabolario linguistico che proprio dalla sua inusualità trae la sua maggior forza. Se l'amore è un problema - di fondo, non c'è dubbio - ciò vuol dire che dovrà venire incontro alle "infinite certezze" e renderle problematiche perché possano assumere ruolo e coscienza di razionalità. Scatta talvolta il problema dell'ovvio - è inevitabile in un contesto così "ragionato" - ma ecco allora, quasi un paradosso, "la gaddiana cognizione del dolore" a ricondurre l'oggettivazione del vitale quotidiano entro i suoi più naturali binari, né basterà la memoria - qui fruita nella sua più logica dimensione -a sbaragliare il tempo, l'ultima resistenza oltre cui tutto sarà vano perché esplicito.
Ecco, la battaglia di Monica contro l'ovvio, l'evidente, il reale, è dura ma vincente: c'è la convalida del verso a vivificarne la sostanza.
Walter Mauro
Monica Martinelli è nata a Roma, dove vive e lavora.
Dopo la laurea in Lettere all’Università “La Sapienza” di Roma, ha scritto articoli e recensioni per la rivista “Rassegna di letteratura Italiana” e per altre riviste di letteratura.
Conseguito un Master in studi europei e un dottorato sui rapporti tra Cina ed Unione Europea presso l’Istituto Alcide De Gasperi, ha proseguito studi e ricerche nell’ambito letterario.
Ha pubblicato poesie e racconti su varie antologie edite da Giulio Perrone Editore e da Aletti editore, e delle poesie sulla rivista “Poeti e Poesia” diretta da Elio Pecora edita da Pagine.
E’ arrivata finalista al premio letterario “IOScrivo” edizione 2008 con la poesia “Ore” e al Concorso “Speciale donna 2009” con la poesia “Stupro”.
Ha vinto il 1° premio della IV edizione (2009) del premio letterario di Matera “La città dei sassi” per la sezione poesia inedita e, sempre per la poesia inedita, è arrivata seconda al premio "Gabi International 2009" (Roma).
Ha pubblicato, a novembre 2009, una silloge di poesie con prefazione di Walter Mauro, dal titolo “Poesie ed ombre”, presso la casa editrice Tracce. La silloge ha vinto il premio “Selezione” del Premio Internazionale 2010 Arché città di Anguillara Sabazia, ed è arrivata finalista alla 4° edizione del "Premio letterario Giovane Holden”.
Scrive, inoltre, recensioni musicali per siti web culturali, in particolare sul sito www.radioland.it dove cura una rubrica sulla Cina e ha partecipato al video "Ti chiedi perché" della rock band PresagiAlterati .
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La presentazione del libro
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http://www.tracce.org/Martinelli.html







