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Poesie

Stupro

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Daria AndersenGocce di sangue

Offesa lacerante

Anima trafitta

Da nero d’inchiostro

Su riflessi poligoni.

Niente di più straziante

È portare questo segno,

…il Segno.

Epistemologia del dolore:

Memoria e ricordi recisi

A sotterrare orrori

In terra ancora umida

Oltraggio reiterato

Ad ogni battito d’occhi

Come agguati di falchi

Che aspettano il bottino.

È stato, ma ha scavato dentro

E sarà sempre

Nell’ABC degli uomini abietti.

Da predatori a prede,

Iside vindice

Scempio di bestie ne farebbe.

Invece discepoli del branco

Allignano.

 

Ore

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L’ora vespertina sbiadiva

il declinato sole,

una rossastra attesa

sospendeva i gabbiani disorientati

come il mare zincato

riposava in sé.

Poi la notte inchiostrò il cielo

di solide tenebre.

 

L'ovvio limite

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Anja PapenfussLanciano vivaci attese,

come fantasmi appesi

a ganci di sabbia

pronti a cercarsi e perdersi,

guardarsi e disperdersi.

Applausi sospesi

in un’aria raggelata

di rimorsi accesi,

come giochi di luce

incandescenti e frenetici

nel labirinto dei sensi

scomposti e perduti.

Ricordi protesi

su immagini marcescibili

stillano la mente,

e il salto oltre l’ovvio limite

mi rende instabile.

Incapace di stare

tra sogni conclusi

e dolori pieni

in un futuro già negato.

 

Memoires

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Dave Nitsche

Funeraria calma

calpesta il riarso terreno dei deserti.

Ombrosa noia

sommerge l’incauto verziere dei sogni.

Così lo scorrere nero del tempo

sbaraglia i carri dell’età lucente

rovesciati in guadi limacciosi.

Imbastivo in questo tessuto di ricordi

il presente delle mie dubbie certezze,

un bordo consumato

di logori anni

dove il passato è dolore

e l’attesa è già passato.

 

Stanze azzurrate

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Kafka

Stanze azzurrate mi avvolgono

spazzate da un vento di ritorno

che consuma esistenze inutili.

Percossa da angoscia opprimente

in statica attesa respiro

confetti di naftalina

rinchiusa in un armadio

nel timore che gli eventi precipitino.

Io impotente,

soffocata da tristezza e solitudine

che chiedono il conto.

Anche l’ultimo sorriso è rimasto fuori

oscurato dal profilo

del tuo barbaro addio.

E un triste presagio si staglia

sulla mezzeria che mi separa

dal profilo dei presentimenti.

Solo aride pietre e polvere ramazzata

mi aspettano

non più viva, non più libera

dall’altra parte che ci sarà.

 
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