
Stanze azzurrate mi avvolgono
spazzate da un vento di ritorno
che consuma esistenze inutili.
Percossa da angoscia opprimente
in statica attesa respiro
confetti di naftalina
rinchiusa in un armadio
nel timore che gli eventi precipitino.
Io impotente,
soffocata da tristezza e solitudine
che chiedono il conto.
Anche l’ultimo sorriso è rimasto fuori
oscurato dal profilo
del tuo barbaro addio.
E un triste presagio si staglia
sulla mezzeria che mi separa
dal profilo dei presentimenti.
Solo aride pietre e polvere ramazzata
mi aspettano
non più viva, non più libera
dall’altra parte che ci sarà.