
Lanciano vivaci attese,
come fantasmi appesi
a ganci di sabbia
pronti a cercarsi e perdersi,
guardarsi e disperdersi.
Applausi sospesi
in un’aria raggelata
di rimorsi accesi,
come giochi di luce
incandescenti e frenetici
nel labirinto dei sensi
scomposti e perduti.
Ricordi protesi
su immagini marcescibili
stillano la mente,
e il salto oltre l’ovvio limite
mi rende instabile.
Incapace di stare
tra sogni conclusi
e dolori pieni
in un futuro già negato.