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Racconti brevi

Lisa Sclafani - Gli assenti

Willy MarthinussenGli assenti non mancano mai. Ci sono sempre.

Sono loro che vincono sempre e si portano via qualcosa che ci mancherà per tutta la vita. Sono loro i veri protagonisti delle nostre giornate mentre chi ci accompagna finisce per essere un semplice attore non protagonista.

Ci sono dolori da cui non si guarisce, dolori che si attutiscono ma finiscono per radicarsi talmente tanto in noi da diventare tutt’uno con la nostra anima e lì giacciono per sempre. Tutti abbiamo una sedia vuota  nel nostro cuore, abbandonata da chi si è portato via una parte di noi, dei nostri sogni dei nostri sentimenti dei nostri progetti. Chi ci lascia porta via con se tutto ciò che avremmo voluto dirgli e tutto ciò che avremmo voluto fare con lui, e anche se non c’è più,  nel nostro inconscio sarà vivo più che mai, anche molto più di chi respira accanto a noi.

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Lisa Sclafani - Domus aurea

JesusSolo il presente, per quanto fugace, è a nostra disposizione.

C’è un momento in cui la porta si chiude e tu sai che in quella casa non tornerai più. Almeno una volta nella vita è capitato a tutti. A me in trenta anni di vita è successo svariate volte.

Descrivere cosa si prova in quei momenti non è facile. In realtà forse non si prova nulla. Sul momento si rimane freddi, anche se dentro di noi qualcosa muore. Con la casa che lasciamo se ne va anche un pezzo del nostro io più nascosto. Le case sono un palcoscenico dove va in scena la nostra vita e di cui noi siamo gli attori. Sono legate a momenti di felicità e di tristezza, ma in ogni caso a frammenti di vita.

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Bellezza Rivoluzionaria...

Andrea Fantoni - Naked Soul

...e Contromodelli

La bellezza è rivoluzionaria, citava senza la minima contestualizzazione l’assistente di Mara Carfagna, rivolta ad un giornalista che chiedeva alla ministra delle pari opportunità di dimettersi a nome di tutte le donne.

L’aforisma però, rimesso nel suo verso originario dopo la capriola fattagli eseguire dall’assistente, equilibrismo che l’ha ridotto a giustificazione vestita da frase diario, è proprio vera.

E’ più o meno la tesi che sostiene anche “Il corpo delle donne”, un documentario di cui si è molto parlato, dalla “blogosfera” al salotto dell’Infedele di Gad Lerner alle riviste. Se ancora vi manca, questo è l’indirizzo http://ilcorpodelledonne.net/documentario/ .

In sinergia con il blog tenuto sempre aggiornato dall’autrice Lorella Zanardo, è stato il primo vero colpo inferto alla velinondemia imperante e, oltre a contribuire ad aggregare donne che prima si trovavano isolate a lottare per la stessa causa, è stata la molla che ha fatto scattare altre iniziative legate alla “questione di genere” in tutta Italia.

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L'isola delle bambole gonfiabili

“Seconda stella a destra questo è il cammino e poi dritto fino al mattino, non ti puoi sbagliare perchè quella è l’isola che non c’è…” 

Edoardo Bennato "L'isola che non c'è"

Dolls

-   Coraggio, apra bene l’occhio altrimenti non riusciamo a metterle le gocce. Perfetto così, adesso anche l’altro. Ritorni fra una ventina di minuti che nel frattempo le pupille si dilatano e possiamo vedere il fondo dell’occhio. Usava il pluralia maiestatis il primario oculista di una nota clinica romana, ma in realtà era solo lui a visitare. E chissà come mai con me era molto comprensivo e gentile. Forse perché sono una paziente molto paziente, oppure perché mi mancano 20 diottrie all’occhio sinistro e 18 a quello destro. Proprio una vista d’aquila la mia!

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Conoscersi ancora

Jean Claude ClaeysUn incontro come tanti, un attimo, uno sguardo.

Da quanto tempo ci conosciamo o forse è da solo un istante che ti vedo: i tuoi occhi, neri, profondi, penetranti. Ti sorrido e in un attimo mi trovo in un’altra dimensione. Il tuo sguardo scivola su di me caldo, come mani  vellutate. Mi sento accarezzata. Il mio corpo vibra sotto il tuo tocco: tutto diventa vero. Noi soli, nudi avvolti dal vento, il sentirti dentro di me, il riuscire a provare passione coinvolgendo ogni mio senso, il continuare a muovermi senza riuscire a divincolarmi, il tuo volto si imperla di sudore, i nostri corpi madidi di piacere, il poterti finalmente inebriare non solo i sensi ma anche la carne. Sei mio, ora!. Mi guardi e mi sorridi, ti guardo e mi sveglio. E’ stato un attimo. I tuoi occhi continuano a scrutarmi. Le tue labbra sono umide. Siamo stati nella stessa dimensione? Eri con me? Continuo a immaginare qual’ è stato l’attimo in cui ci siamo incontrati. Scendiamo dal treno, sei al mio fianco, mi sfiori la mano, il tocco è delicato quasi impercettibile, sento un brivido inteso, che sale dai glutei fino alla testa, la sensazione è nuova. Chissà se anche tu senti le mie emozioni.

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