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Home Racconti e altro
Racconti brevi

Sono cianotico e me ne vantoSono cianotico e me ne vanto.

- Quale è il tuo colore preferito?

- Il blu.

- Ma va, proprio il blu?

- Sì, perché? Che c’è di strano?

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Lisa Sclafani - Gli assenti

Gli assenti non mancano mai. Ci sono sempre.

Sono loro che vincono sempre e si portano via qualcosa che ci mancherà per tutta la vita. Sono loro i veri protagonisti delle nostre giornate mentre chi ci accompagna finisce per essere un semplice attore non protagonista.

Ci sono dolori da cui non si guarisce, dolori che si attutiscono ma finiscono per radicarsi talmente tanto in noi da diventare tutt’uno con la nostra anima e lì giacciono per sempre. Tutti abbiamo una sedia vuota  nel nostro cuore, abbandonata da chi si è portato via una parte di noi, dei nostri sogni dei nostri sentimenti dei nostri progetti. Chi ci lascia porta via con se tutto ciò che avremmo voluto dirgli e tutto ciò che avremmo voluto fare con lui, e anche se non c’è più,  nel nostro inconscio sarà vivo più che mai, anche molto più di chi respira accanto a noi.

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Lisa Sclafani - Domus aurea

Solo il presente, per quanto fugace, è a nostra disposizione.

C’è un momento in cui la porta si chiude e tu sai che in quella casa non tornerai più. Almeno una volta nella vita è capitato a tutti. A me in trenta anni di vita è successo svariate volte.

Descrivere cosa si prova in quei momenti non è facile. In realtà forse non si prova nulla. Sul momento si rimane freddi, anche se dentro di noi qualcosa muore. Con la casa che lasciamo se ne va anche un pezzo del nostro io più nascosto. Le case sono un palcoscenico dove va in scena la nostra vita e di cui noi siamo gli attori. Sono legate a momenti di felicità e di tristezza, ma in ogni caso a frammenti di vita.

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Bellezza Rivoluzionaria...

...e Contromodelli

La bellezza è rivoluzionaria, citava senza la minima contestualizzazione l’assistente di Mara Carfagna, rivolta ad un giornalista che chiedeva alla ministra delle pari opportunità di dimettersi a nome di tutte le donne.

L’aforisma però, rimesso nel suo verso originario dopo la capriola fattagli eseguire dall’assistente, equilibrismo che l’ha ridotto a giustificazione vestita da frase diario, è proprio vera.

E’ più o meno la tesi che sostiene anche “Il corpo delle donne”, un documentario di cui si è molto parlato, dalla “blogosfera” al salotto dell’Infedele di Gad Lerner alle riviste. Se ancora vi manca, questo è l’indirizzo http://ilcorpodelledonne.net/documentario/ .

In sinergia con il blog tenuto sempre aggiornato dall’autrice Lorella Zanardo, è stato il primo vero colpo inferto alla velinondemia imperante e, oltre a contribuire ad aggregare donne che prima si trovavano isolate a lottare per la stessa causa, è stata la molla che ha fatto scattare altre iniziative legate alla “questione di genere” in tutta Italia.

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L'isola delle bambole gonfiabili

“Seconda stella a destra questo è il cammino e poi dritto fino al mattino, non ti puoi sbagliare perchè quella è l’isola che non c’è…” 

Edoardo Bennato "L'isola che non c'è"

Dolls

-   Coraggio, apra bene l’occhio altrimenti non riusciamo a metterle le gocce. Perfetto così, adesso anche l’altro. Ritorni fra una ventina di minuti che nel frattempo le pupille si dilatano e possiamo vedere il fondo dell’occhio. Usava il pluralia maiestatis il primario oculista di una nota clinica romana, ma in realtà era solo lui a visitare. E chissà come mai con me era molto comprensivo e gentile. Forse perché sono una paziente molto paziente, oppure perché mi mancano 20 diottrie all’occhio sinistro e 18 a quello destro. Proprio una vista d’aquila la mia!

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