Avrò forse la sindrome di Peter Pan?
Tutte le mattine alle 7 vengo svegliata da un odioso oggetto che fa tic-tac ed emette sgradevoli suoni, mentre, tutta piena di sonno, apro prima un occhio e poi un altro, e decido che è ancora troppo presto per alzarmi. Talvolta, invece, vengo svegliata di soprassalto mentre sogno che devo alzarmi di corsa perché la sveglia sta suonando. Mi consola pensare che è l’inizio di una giornata “tipo”, come quella di milioni di persone che seguono gli stessi ritmi secondo le stesse sequenze: alzarsi, una doccia e via, un caffé al volo (la giusta dose di veleno per cominciare la giornata alla grande). Poi di corsa al lavoro, a tentare di salire su un autobus sempre troppo pieno, oppure dentro la macchina in coda su strade affollate sin dalle prime ore del mattino.
Io sono più fortunata, io non sono tra queste “martiri del focolare domestico”. Vivo in famiglia e ci pensa mia madre all’ingrata custodia della casa. Un tesoro di mamma che mi fa trovare pronta ogni cosa: dalla prima colazione la mattina, alla cena quando torno a casa la sera, stremata dopo una giornata di lavoro.
Si occupa anche di fare la spesa e di tenere la casa dignitosamente pulita (per fortuna in famiglia siamo solo in tre).
Per non parlare poi della biancheria stirata! E sicuramente ho dimenticato qualche altra sua dote.
Se dipendesse da me la casa sarebbe una vera e propria maison du désordre, e un posto dove trovare un indumento pulito tra quelli sporchi diventerebbe una scommessa.
Fosse per me mangerei ogni giorno le stesse cose (tipo panini al prosciutto e formaggio), senza alcuna attenzione a diversificare la dieta. Grazie a mia madre, invece, che mi prepara gustosi manicaretti, posso anche scegliere il menu…Non è deliziosa?
Scusate, non mi sono ancora presentata: mi chiamo Francesca (nome non troppo originale, lo so, ma si vede che i miei genitori non avevano tanta fantasia in fatto di nomi). Lavoro da quattro anni presso un ministero – farei quindi parte di quella schiera di “fannulloni” tanto vituperati da un certo ministro nano – e ho 31 anni. Segni particolari: né bella né brutta, mediamente passabile, molto pigra.
Avrò forse la sindrome di Peter Pan? Può essere, sta di fatto che non ho nessuna intenzione di schiodare da casa…Sposarmi, fare dei figli? Al momento non ci penso proprio, poi si vedrà, ho ancora tanto tempo davanti.
Le mie amiche si sono tutte lanciate nella carriera, chi è avvocato, chi medico, chi manager aziendale, e poi naturalmente riescono pure a tenere a bada un paio di fantastici marmocchi ciascuna e a fare di tutto e di più…Saranno donne bioniche!!
Mi domandano: “Ma non ti stancherai sempre alle prese con le stesse cose?” “Nei ministeri si guadagna così poco, e fare carriera poi è difficile o quasi impossibile se non hai la raccomandazione”.
Invece io trovo stimolante un lavoro semplice e ripetitivo come mettere timbri sulle pratiche, o inserire nei terminali un mucchio di dati che non serviranno a nulla. Insomma, un lavoro che non sorprende mai…ed io le sorprese le trovo così noiose!
Del resto pure questa può risultare un’attività creativa: dipende sempre dal punto di vista di chi guarda.
Come ogni giorno, puntualmente esco da casa alle ore 8 per andare a prendere l’autobus che mi porta al lavoro. “Chissà oggi quanti dati riuscirò ad inserire nel terminale” penso fra me e me.
Nell’androne incontro la signora del piano di sopra. Da qualche anno soffre del morbo di Alzheimer, poverina. Infatti esce sempre accompagnata da qualcuno. Non riconosce i condomini e credo neanche i suoi figli. “Scusi ma lei abita qui?” domanda a tutti quelli che incontra, mentre mi fissa con uno sguardo un po’ perso. Non sa che non posso sentirla e neanche risponderle perché sono sordomuta.
La sera torno a casa alla stessa maniera e con lo stesso stato d’animo con cui sono uscita la mattina; è il destino di milioni di persone. Sarà questa la felicità?
Tratto dall'antologia "Ioscrivo" IV edizione, Giulio Perrone editore






