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Conoscersi ancora

Jean Claude ClaeysUn incontro come tanti, un attimo, uno sguardo.

Da quanto tempo ci conosciamo o forse è da solo un istante che ti vedo: i tuoi occhi, neri, profondi, penetranti. Ti sorrido e in un attimo mi trovo in un’altra dimensione. Il tuo sguardo scivola su di me caldo, come mani  vellutate. Mi sento accarezzata. Il mio corpo vibra sotto il tuo tocco: tutto diventa vero. Noi soli, nudi avvolti dal vento, il sentirti dentro di me, il riuscire a provare passione coinvolgendo ogni mio senso, il continuare a muovermi senza riuscire a divincolarmi, il tuo volto si imperla di sudore, i nostri corpi madidi di piacere, il poterti finalmente inebriare non solo i sensi ma anche la carne. Sei mio, ora!. Mi guardi e mi sorridi, ti guardo e mi sveglio. E’ stato un attimo. I tuoi occhi continuano a scrutarmi. Le tue labbra sono umide. Siamo stati nella stessa dimensione? Eri con me? Continuo a immaginare qual’ è stato l’attimo in cui ci siamo incontrati. Scendiamo dal treno, sei al mio fianco, mi sfiori la mano, il tocco è delicato quasi impercettibile, sento un brivido inteso, che sale dai glutei fino alla testa, la sensazione è nuova. Chissà se anche tu senti le mie emozioni.

Continuo a camminare e ti sento dietro di me, mi guardi. Mi sento nuda, nuda nell’anima e nel corpo.Entro in un portone, spero che tu mi stia seguendo. Lascio la porta dietro di me, qualcuno la sta trattenendo. Non sento che sbatte, salgo le scale. Camminavo dietro lei. Era dal treno che i suoi occhi mi erano addosso, adesso era davanti a me, la sua figura è snella, le gambe lunghe, i suoi movimenti erano lenti e allo stesso tempo nervosi. La seguo. Ho voglia di capire dove mi farà arrivare. Entro in un portone, lei sale le scale. Si gira, non è spaventata. Si ferma, mi guarda.Lo sento, mi giro. E’ lui. Lo guardo, voglio che capisca che questo è il momento, l’unico che possiamo avere. Si avvicina, mi scosta la sciarpa. Mi accarezza il viso e mi muove una ciocca di capelli dietro l’orecchio. Il suo profumo è fresco, le sue mani morbide: il suo sguardo mi tocca l’anima. Le slaccio la camicetta, un bottone alla volta. Le si vede il pizzo nero del reggiseno, le accarezzo il seno. Sento un brivido, la sua pelle è morbida. Le guardo le labbra, sono carnose. La bacio. Lei inizia a mordermi il labbro, le mie mani scivolano su di lei. Le alzo la gonna, i suoi muscoli sono contratti. Si abbandona al suo piacere. La tocco. E’ calda. E’ bagnata. Mi sta toccando, non mi vergogno. Lì con lui, niente di romantico, solo passione. Gli sfilo la cintura, gli abbasso la cerniera. Lo sento. E’ come  immaginavo. Ora finalmente soli senza altri occhi,senza altre persone. Mi spinge contro la parete, si abbassa. Mi bacia….Più la bacio e la lecco più sento i suoi gemiti. E’ ora. Mi alzo, mi abbassa i boxer. Gli alzo la gonna, la guardo negli occhi. Lo vuole anche lei. La penetro. Sento il suo piacere, è bagnata. Continuo a penetrarla…Mi penetra, è forte. Il mio desiderio, il suo. Lo abbraccio. Lo bacio. Mi fa male, mi morde le labbra, prende i miei seni e li stringe così forte che non riesco a respirare. Mi piace. Ci vestiamo, ci guardiamo negli occhi: c’è un sorriso di piacere che investe i nostri volti. Salgo le scale, mi giro. Lui mi guarda. Mi segue. La guardo è bellissima, mi sorride. La seguo.

Ci rivedremo……a casa.

 

Tratto dall'antologia "Nella pelle", edito da Giulio Perrone editore, 2008