R a d i o l a n d

M u s i c a & I n f o r m a z i o n e

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Cosmonauta

CosmonautaRoma, 1957. Nel bel mezzo della storia d‘Italia, a nove anni Luciana abbandona la chiesa durante la cerimonia della prima comunione perché è una comunista convinta come lo era suo padre, ora defunto, e perché il fratello maggiore sofferente di una malattia epilettica che di tanto in tanto gli provoca svenimenti e stati improvvisi di amnesia, è un appassionato cultore delle imprese spaziali sovietiche. La cagnetta Laika è stata inviata in orbita sopra la Terra e Gagarin, primo cosmonauta della storia planetaria, la seguirà precedendo gli americani. Successivamente, Luciana cresce, e si arriva al 1963, quando verrà costretta a convivere con un patrigno che si rivela l’esatto contrario del padre idealista e politicamente impegnato, con una madre che accusa di tradimento verso la memoria del primo marito e, risposandosi con un benestante, di essersi venduta all’odiata ideologia borghese e al culto capitalista del denaro, con il fratello il cui handicap si fa sempre più pesante, e infine con i compagni del Partito osservanti di regole e imposizioni alle quali, quanto quelle di casa, la natura ribelle della ragazza si mostrerà sempre più insofferente. Lo spaccato di vita italiana, prosegue in uno stato adolescenziale confusionale coincidente con quello di Luciana la quale, dolorosamente, dopo la fine della guerra fredda e il seppellimento della grande utopia comunista, va in cerca di una sua orbita personale in cui manifestarsi e portare il messaggio della propria identità e della propria presenza, come se proseguisse in cerca di nuovo spazio le mitiche imprese di Laika e di Gagarin. La regista Susanna Nicchiarelli ama il personaggio che mette in scena e che conosce, profondamente, forse è lei stessa, e lo segue in ogni sua sfaccettatura, in ogni sua recondita aspirazione, in ogni suo travaglio, in ogni suo pur dubbioso proseguimento verso il raggiungimento della vera meta segretamente agognata: l’amore. Ed è in una dimensione spaziale e temporale sospesa tra presente e passato, tra i lampi di luce improvvisa e i languidi oscuramenti della memoria, che la regista lancia in volo “questa novella Valentina Tereskova”, orbitandola coraggiosamente verso una vita priva di futuro, verso un ignoto e un inconoscibile collettivo sempre più inconsistente nel proprio percorso spettrale, sempre più sprovvisto di valori e di miti, dissoltisi come nebbia tragicamente e a poco a poco nel vuoto dell’ultimo traguardo, rivelandosi inconsapevolmente la vera cosmonauta sorvolatrice di un Mondo Basso in cui, giunti ormai sull’orlo del baratro definitivo, si continua a nascere ancora soltanto per invecchiare, ammalarsi e morire.


 
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