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Home Recensioni films Recensioni d'autore Il quarto tipo - recensioni, film, ufo, alieni, fantascienza, thriller, horror - Radioland

Il quarto tipo

Il quarto tipo

Un film di Olatunde Osunsanmi sull’ossessione intimistica del cerchio chiuso individuale, visto ed esposto in un incessante e tormentoso lottare contro se stesso e il proprio esterno relativo, oscillante e ruotante tragicamente tra paura claustrofobica e terrore dell’ignoto. Il pretesto per la motivazione di fondo, che diviene l’intitolazione in italiano del film, viene fornito dalla classificazione fantascientifica data agli incontri con gli alieni: di primo tipo è l’avvistamento di un Ufo; di secondo è il reperimento di una prova certa; di terzo è il contatto ravvicinato, mentre il quarto tipo costituisce il rapimento che il film vorrebbe rappresentare per mezzo di immagini e parole eccessivamente convenzionali e inconcludenti e che, sebbene si avvalgano di una struttura narrativa particolare, non raccontano, non rivelano, non spiegano, non dimostrano, permanendo nel limbo della prevedibilità meramente reiterativa e inconclusiva delle scienze relative che osservano, misurano e pesano l’accaduto, il ripetitivo, il già avvenuto, ma risultano totalmente incapaci di prevedere, spiegare e soprattutto capire. Si è parlato di pretesto, soffermandoci sulla ragione contenutistica del film e sulla sua denominazione, e se niente potrebbe essere più vero perché assai poco risulterebbe di alieno negli avvenimenti accaduti nei primi giorni di ottobre del duemila a Nome, in Alaska, con disturbi di sonno collettivi e la comparsa alla finestra delle case di uno strano gufo, nonché nel materiale d’archivio e nei fraseggi cinematograficamente ripresi in spazi angusti insieme alle pratiche ipnotiche, agli studi di terapia psicanalitica e nel senso generale di solitudine e smarrimento che colpisce profondamente nella visione del lungometraggio che scorre tra la cupezza tenebrosa del buio e il plumbeo del giorno in chiaroscuro, ma soprattutto perché il rapimento ad opera degli alieni ci risulta difficile stabilirlo nel fatto che il marito della dottoressa Abbey, protagonista del film, sia stato misteriosamente ucciso nel letto in cui dormiva accanto a lei, e che un abitante di Nome, dove la dottoressa si era recata ad indagare dopo la morte del marito che soffriva di disturbi di sonno e di visioni identici a quelli che avevano colpito gli abitanti di quella città, prende in ostaggio la propria famiglia, chiede alla dottoressa Abbey di svelargli il significato di alcune parole in una strana lingua - che in seguito si scoprirà, grazie allo specialista dottor Odusami, trattarsi della lingua sumera – e siccome Abbey non è in grado di rispondergli, assai terrestralmente stermina la famiglia e si uccide. Pertanto, l’ipotizzare la possibilità di disturbi di funzionamento interessanti lo Spirito Massa individuale e collettivo o lo Spirito Vortice, ci sembrerebbe più ragionevole e reale, anche se qui, sulla Terra, nel Mondo Basso della Simulazione e dell’Immaginario collettivo, di Cultura dell’Universo nessuno sa niente, e tantomeno di ragione e di realtà (Ved. il brano intitolato: “In condizioni di cattivo funzionamento pendolare oscillatorio o circolatorio (rotatorio) di un solo dei due elementi dell’espressione Spirito-Massa, oppure di entrambi” dall’opera saggistica di Cultura dell’Universo: Il Cristianesimo realizzato: l’Universalesimo – Trilogia del’Universo – Volume Terzo: lo Stato dell’Universo”).


 
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