Vincere
Marco Bellocchio, regista, Filippo Timi e Giovanna Mezzogiorno attori interpreti protagonisti di un pasticcioso e tedioso melodramma di denuncia, qualora veritiera, di clamorose situazioni di illegalità istituzionali, storiche e sociali, protrattesi fino ad oggi in seno all’Organizzazione sociale di Disuguaglianza Economica Pluralista Sintomatica, discendente dalla Totalitaria evincente il ventennio del Primo Fascismo. In discussione risulterebbero una famiglia con una intera discendenza illegittima, un secondo matrimonio bigamo passato alla storia come unico e legittimo, un primo matrimonio valido ma segretato e fatto sparire dagli archivi anagrafici, dai curriculum vitae e dalla storia, situazioni pensionistiche a dir poco irregolari e diramazioni ereditarie, politico-sociali ed economiche, clamorosamente fuori legge. Di questo primo matrimonio scomparso, fatto sparire dal primo regime totalitario e dai successivi pluralisti sintomatici, il film Vincere espone sul grande schermo - come se volesse dimostrarne attraverso l’attendibilità narrativa la validità matrimoniale attestata dalla più indiscutibile e reiterata consumazione del rapporto di coppia - le scene erotico - sessuali quanto più esplicite possibile, dato che anche la nascita di un figlio non sarebbe risultata sufficiente a dimostrarlo a causa della provvidenziale prematura dipartita del medesimo, opportunamente scomparso assieme ad ogni testimonianza respirante o cartacea ad esso comunque riconducibile, che come prova dello storico vincere fascistico potrebbe suscitare alcune perplessità non del tutto ingiustificate, ma tuttavia anche infondate accumunate agli odierni risultati.






