A serious Man
A Serious Man una delle ultime perle rare nell’appiattimento impietoso e nella squallida mediocrità in progress peggiorativo dell’attuale paesaggistica cinematografica hollywoodiana.
Un clamoroso titolo tipo “Sfiga” o “Lo Sfigato”, sarebbe risultato molto più adatto a questo divertentissimo film dei fratelli Coen, ma soprattutto molto più appropriato alle disavventure del povero Larry Gopnik, professore di fisica ebreo con pochissime pretese e una serie interminabile di guai. La moglie, fedifraga ma fedele alla confessione ebraica, vuole che il loro matrimonio finisca con un divorzio rituale per risposarsi nella fede con il suo “fidanzato” Sy Ableman, già considerato dalla comunità semita in possesso del titolo di “serious man”, titolo al quale Larry aspirerebbe con l’ausilio di tre rabbini per sfuggire al caos esistenziale e trovare serenità e non precipitare nel vuoto che avverte intorno a se.
Purtroppo, però, Sy Ableman muore in un incidente stradale e, mentre il progetto del defunto e della promessa “risposa” resta incompiuto, Larry - che nel frattempo era stato buttato fuori di casa in osservanza alle regole ebraiche della separazione - deve tornare nel domicilio familiare e addossarsi le spese del funerale del promesso sposo della moglie. Naturalmente i guai di Larry non sono soltanto di carattere matrimoniale e non finiscono qui, ma continuano tragicamente uno dopo l’altro in una serie interminabile e frenetica di disgrazie incatenate indissolubilmente una all’altra. Nell’attesa dell’arrivo minaccioso di un uragano incombente sulla cittadina del Mid West datato 1967, teatro della disavventure del professore ebreo, il film si conclude con Larry che al telefono parla con il medico che deve comunicargli l’esito di alcuni accertamenti sanitari, il quale si rifiuta però di farlo per telefono spiegandogli come sia necessario che i risultati gli vengano comunicati personalmente, il che farebbe presagire un ultimo, terribile e definitivo guaio in arrivo che, congiunto alle notizie sull’uragano, lascerebbe ben poche speranze di rasserenamento. Il sereno è però vincente nello splendore registico e nell’ottima interpretazione degli attori (sapientemente diretti dal formidabile duo Coen) capeggiati da Michael Stuhibarg nelle vesti dello sfigato professore, che fanno di A SERIOUS MAN una delle ultime perle rare nell’appiattimento impietoso e nella squallida mediocrità in progress peggiorativo dell’attuale paesaggistica cinematografica hollywoodiana.







