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Dopo il matrimonio

Dopo il matrimonioAbbandonato dalla donna che amava e, caduto nell’alcolismo, dopo aver cercato disperatamente di uscirne riuscendovi grazie al proprio impegno sociale, Jacob vive da molti anni in India impegnato in progetti di volontariato elaborati in favore dei bambini profughi. Tornato in patria per ottenere il finanziamento necessario a tenere in vita e proseguire la sua attività di volontario presso l’orfanotrofio dove egli opera quale “buon samaritano”, viene contattato dal ricchissimo marito della sua ex, il quale - condannato da una malattia mortale – provvede a nominarlo, in tutti i sensi, suo successore, tanto più che la figlia della ricca coppia è in realtà figlia di Jacob.

La banalità della storia, viene mascherata da tonalità drammaticamente viscerali, in uno scandaglio profondo del personaggio Jacob e di quello del suo benefattore il quale, consapevole di dover morire, accetta il suo destino doloroso e, nell’impossibilità di cambiarlo, programma il futuro della propria famiglia quanto Jacob, altrettanto impossibilitò a contrastarlo, accetta il proprio, facendo si che l’accettazione delle due condizioni indissolubilmente legate tra di loro, insorga quale tema centrale del film che, per i risvolti psicologici e le situazioni comportamentali dei personaggi (per esempio l’ex donna di Jacob non è innamorata di lui, ma ama profondamente il marito), costruiscono itinerari diversi e in parte originali.

Il film non ci dice se, dopo la morte del marito di lei, Jacob e la sua ex torneranno insieme. Tuttavia, la ricostruzione della famiglia sembrerebbe avviata dal rapporto affettivo che Jacob instaura con la figlia, e con nello sfondo una coppia di gemelli i quali, completando la famiglia ereditata da Jacob, vi restano però troppo in ombra: i due biondi gemellini si vedono sempre in compagnia del padre, mai della madre o della sorellastra e, dopo la morte del padre, escono anch’essi di scena.

Seppure essenziale, il tema della Malabeneficenza - ossia della Maleficenza in auge nel contesto negativo invertito quale baluardo eretto contro il Diritto, la Legalità e la Giustizia in difesa dello status quo criminoso stabilito dall’Organizzazione Sociale di Disuguaglianza Economica relativa - sembra appena sfiorata, appesa sulle pareti strutturali del film come oggettistica di arredamento architettonico di superficie. Per cui, in assenza di contenuti, il fatto che gli attori danesi dai nomi impronunciabili in lingua italiana (i vari Mads Mikkelsen, Sidse Babett Knudsen, Rolf Lassgard, Stine Fischer Christensen ecc.), siano bravi e preparati a comprova della felice tradizione del cinema danese, diviene superfluo.

E, a suggello del superfluo, resta un piccolissimo dubbio: il titolo del film si riferisce al matrimonio della figlia di Jacob, brevissimo, che dura infatti appena un quarto del lungometraggio, oppure a quello della sua ex, che resta comunque in piedi per la quasi totalità del film e prosegue, essenziale, divenendo il fondamento dell’eredità di Jacob?


 
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