Titolo fondamentalmente curioso per la notte fonda in cui versa il cinema italiano. Ma è il protagonista del film, Marco Baldini, che ha una fidanzata e uno scopo nella vita degli anni 80’ (condurre un programma radiofonico) a spiegarcelo quando Aniello Apicello, direttore dell’emittente privata “Fantasy”, gli affida un programma del mattino iniziandolo all’arte radiofonica e al gioco d’azzardo. Ma soprattutto quando, scoperto dall’immancabile Cecchetto, lascia Firenze e parte per Milano per amplificare e perfezionare la sua conduzione radiofonica e il vizio del gioco d’azzardo passando alle corse dei cavalli, nella più celebre radio nazionale: Radio Deejay. Ed ecco che la favola del mattino con l’oro in bocca, si fa avanti nel mondo delle tenebre, grazie alla retorica della buona famiglia, dei colleghi affettuosi e di un’improbabile inflessibile cassiera, che svolgono il compito - ricevuto dall’autore del romanzo (ci dicono autobiografico) dal quale il film è tratto, dal regista Francesco Patiemo e dagli sceneggiatori del lungometraggio - di restituirgli quel senno e quella serenità che egli avrebbe un tempo posseduto, forse prima dell’inizio del film e del romanzo perché è impossibile saperne di più e in ogni caso non ce ne siamo accorti. La tenebrosità è comunque ampiamente rispettata dalla tematica scelta tra le più banali e insignificanti delle argomentazione targate anni 80’, nonché dalla recitazione anonima dei vari Elio Germano, Laura Chiatti, Martina Stella e compagnia bella, riunitasi in una pari ma significante anonimità che dal Mondo delle Copie e del Ricalco, oltre che dall’Incapaciopoli che stradomina nel Paese campione, trae sostentamento e naturale esposizione.






