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Mulholland Drive

Locandina Mulholland DriveLa lunga strada di L. A., che nasce nel deserto e attraversa i quartieri lussuosi finendo nello strapiombo della costa di Malibù come una metafora geografica della storia del pianeta, o meglio come il tracciato di una meteora brevemente apparsa e scomparsa sulla Terra, è la simbologia a cui David Lynch ricorre per dare un senso alla realizzazione del suo thriller onirico ed enigmatico che il regista definisce semplicemente “una storia d’amore nella città dei sogni”. Al centro dell’intricato enigma sospeso tra allucinazione e realtà scenica, troviamo Naomi Watts e Justin Theroux, rispettivamente Betty, bionda aspirante attrice, e Rita avvenente bruna sopravvissuta ad un incidente d’auto ma colpita da amnesia, le quali cercano di far luce in un contesto nebuloso dove niente è come sembra e tenebre paurose incombono come mostruosi tentacoli di una piovra gigantesca. Film in apparenza astratto, ma dotato di una straordinaria potenzialità visiva, che sebbene inconsapevolmente non può non richiamarsi per una lettura razionale a quell’andare oltre, a quel travalicare l’omega, che la visione dall’esterno reale penetrandolo con la propria luce irradiante, renderebbe il tutto chiaro e comprensibile rapportato alla tenebrosità chiusa del cerchio che dall’alfa raggiunge l’omega ripiegandosi su se stesso e tornando all’alfa in una contrazione-dilatazione che ricalca l’oscillazione e la rotazione sul proprio asse dello Spazio Finito.  Il linguaggio dei sogni e dei tempi interposti, seguito dal regista, potrebbe magari far pensare agli incubi e allo sconvolgimento spaziale e temporale importati dall’Evidentismo Totale, o più esattamente dalla percezione della Cancellazione alla cui manifestazione essi presiedono come annuncio pro-tempore. In ogni caso, il film si fa spesso confuso e indescrivibile se ci si limita a viverne le emozioni e il susseguirsi meccanico delle immagini. E l’analfabetismo intellettuale che flagella il pianeta, diviene un ostacolo insuperabile per il non comprendere, per il non comprendersi, nell’INCOMPRENSIBILE PERFEZIONE DI UN PERFETTO NON CAPIRE, laddove la perfezione del Mondo Negativo Invertito viene infatti al negativo invertito recepita e grossolanamente mistificata come fosse imperfezione e come imperfezione smerciata in ogni comparto dello scibile –j9. David Linch, il quale aveva spalancato le porte agli anni 90’ con Wild At Heart, le ha sicuramente mantenute aperte agli anni duemila con Mulholland Drive, e Naomi Watts per la particolare bravura e Justin Theroux per la glaciale bellezza, lo hanno ben coadiuvato con magistrale partecipazione femminile e magia.


 
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