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Home Recensioni films Recensioni d'autore Tutte le donne della mia vita - recensioni, film - Radioland

Tutte le donne della mia vitaTutte le donne della mia vita

L’intramontabile Se Telefonando, immortalato da Mina, resta l’unica perla che rimane impressa del lungometraggio di Simona Izzo, destinato a un’inevitabile dimenticatoio nell’ammasso cinematografico italiano, costruito tra lo sperpero gastronomico di una cucina che esistenzialmente si rivela un’unica cosa  con il mondo delle vicende che coinvolgono i vari personaggi quali pietanze di contorno o di primo piano, propinate entrambe (cibarie e persone) nude e ruspanti, ma simultaneamente sofisticate e rese intrigate e devianti per l’adattamento ai gusti edonisticamente tortuosi e deviati del pubblico.   Nell’alternarsi osmosico di vivande e persone femminili,  assemblate assieme tanto dal rendere impossibile distinguerne tra loro chi siano i primi, i secondi o i terzi piatti ne tanto meno gli antipasti o le bevande, Le donne della vita cinematografata di Simona Izzo e di Luca Zingaretti, - il quale senza mutare di una virgola la propria recitazione inossidabile nella dinamica del peggio camuffato da meno peggio o nella perfomance seriale della glacialità cementata su  un impeccabile e impietrito standard, ne interpreta al meglio (o alla meno peggio, secondo i pareri e i gusti pluralistici delle copie conformi) il chef protagonista - .costituisce il Ristorante cuore del film. Perché, in  fondo, la cucina è tutto, sosteneva un famoso cuoco di cui non ricordiamo il nome, per lasciare in soffitte o cantine polverose le nostre letture infantili in cui  primeggiavano vignette di cannibali festanti e di pentoloni strabollenti sul fuoco con dentro i soliti malcapitati esploratori bianchi.

 
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