In un Giorno del Ringraziamento indimenticabile per disavventure e sorprese, Peter Hedges avrebbe tirato fuori dal classico cappello del cinema indipendente americano, indipendente non perché culturalmente libero bensì in quanto non finanziato dalle produzioni stramiliardarie, il suo coniglio bianco in cui l’interpretazione di Katie Holmes, titolare di un curriculum hollywoodiano controverso e ultimamente tutt’altro che favorevole, giganteggia illuminando a giorno la scena. Il regista azzecca così, di primo acchito e inaspettatamente, un film da manuale perché anche i caratteristi che attorniano la bravissima Katie si mostrano all’altezza del piccolo e sorprendente capolavoro cinematografico, adeguandosi con maestria e professionalità alle bizzarre e genialoidi sequenze del film. Commedia gradevole e spassosa, secondo la critica più accreditata, vale a dire prezzolata, la quale - sorvolando per dovere istituzionale sui meriti, i pregi e gli alti valori artistici del film rispetto alla mediocrità della produzione hollywoodiana in atto - riconosce che non farebbe rimpiangere il prezzo del biglietto speso per vederla. Che non è poco, visti i “pochi” soldi a disposizione spendibili dal cinema indipendente americano, e vista l’attuale panoramica cinematografica di calma piatta, dove lo zero primeggia assoluto.







