Film di Goug Liman con Hayden Christensen, Jamie Bell, Diane Lane, Samuel L. Jackson. Compiuti 17 anni, David scopre di avere il dono del teletrasporto: può scomparire e materializzarsi istantaneamente in qualsiasi parte del globo. Egli è infatti uno jumper, razza secolare di super dotati in lotta costante contro i Paladini, una setta finalizzata al loro sterminio. Come in Star Wars III, Hayden Christensen è un antieroe che sceglie l’uso amorale delle sue doti e ruba nelle banche e si da alla bella vita. Il film è un’accozzaglia di visioni aree, quadretti e cartoline illustrate, colorate a tinte sgargianti, roteanti e pompose grazie ai mezzi tecnici e al computer. Nell’amalgama del “peggio di così non si poteva”, non ci sarebbe niente da salvare, tanto più che al caos visivo si aggiunge il pasticciato plot in cui nemmeno il volto della bellissima Diane Lane riesce a imprimersi nella memoria dello spettatore. E, tuttavia, bene o male una nota positiva c’è, e va riconosciuta alla breve durata della pellicola, ai soli 88 minuti di durata del solito film in cui, invece di “accontentarsi” di diventare per lo meno “umani”, vale a dire esseri dotati di intelligenza il che evincerebbe il più grande dei miracoli, gli aborti e i rifiuti relegati nelle anfrattuosità più tenebrose della Terra, per sfuggire al proprio destino finalizzato allo smaltimento dell’immondizia terrena, insistono inconsciamente nell’aspirare all’acquisizione di poteri ultraterreni, attraverso i quali sottrarsi pro-tempore all’Inferno Manifesto e definitivamente alla Cancellazione dell’inservibilità.






