Il Ferroviere
"Un documento cinematografico di tutto rispetto e di grande impatto sociologico".
Un film in bianco e nero, un pò datato, diretto e interpretato da un Germi sanguigno e passionale, e quindi perfettamente aderente alla sua epoca, contornato da un cast di bravissimi caratteristi.
Forse il treno, i lunghi viaggi notturni sulla monotonia metallica dei binari illuminati dai fari, il tempo libero trascorso all’osteria con gli amici, il vino e la chitarra, rischiano di far correre al film il pericolo di ricordarci un po’ troppo la letteratura poetica e paesaggistica di Ernest Hemingway, se le vicissitudini personali e familiari del protagonista, rese neorealisticamente drammatiche e coinvolgenti, non conferissero alla regia e alla interpretazione di Pietro Germi la giusta dimensione emozionale del vivere operaio nella società borghese di quegli anni. Il film resta pertanto un documento cinematografico di tutto rispetto e di grande impatto sociologico, in grado di esporre - nel confronto con l’attualità - il graduale disimpegno politico e civile e l’inevitabile impoverimento morale fino al degrado generale della società, a memoria di un trascorso valorizzato dai successivi sempre più perversi percorsi di una fondazione sociale radicata sull’illecità, in regime di violazione dei principi fondamentali dell’Ordine Universale.






