Robin Hood
“Bisogna ribellarsi e ancora ribellarsi, fino a quando gli agnelli non diventeranno leoni”.
Su questa esortazione di politica e di filosofia del risveglio politico, della ribellione patriottica contro il potere degli aristocratici e di un promesso riscatto sociale con rivendicazione del diritto, Ridley Scott costruisce il ”suo” Robin Hood guerriero ed ex fuorilegge, che combatte vittoriosamente per l’Inghilterra a fianco della bella Marion (Kate Blanchett) imitatrice della Elisabeth guerriera e novella Giovanna D’Arco in formato caricatura, estrapolandolo dalle vesti polverose di guardiano ribelle delle distese verdeggianti di Sherwood e di arciere implacabile al servizio dei poveri contro i ricchi.
L’invenzione della memoria nebulosa di un padre di Robin, uomo del popolo, plebeo ma filosofo brillante e politico dissidente avverso alla nobiltà al potere, nonché promotore della rivendicazione patriottica, che va molto più in là del semplice rubare alle classi più ricche per dare a quelle più povere in una ridistribuzione più equa e romanticistica dei redditi - e a dire il vero, tale ridistribuzione intesa alla equità, fu la ragione della nascita in ciascuna Nazione del pianeta, del Fisco, istituzione poi negativizzata e invertita allo scopo di operare all’inverso togliendo ai poveri per dare ai ricchi - ci consegna un Russel Crowe gladiatorio più che mai nello sbracciarsi per roteare in battaglia enormi spade, scudi d’acciaio e archi lancia frecce inesorabili che non sbagliano un colpo, mettendo a ferro e fuoco il campo insanguinato della contesa per la vittoria finale di un’Inghilterra orfana del “leggendario” re Riccardo III, più che cuore d’oro cuor di leone. Almeno così ci sembra di ricordare: c’è però sempre molta confusione fra realtà storica e storie favolistiche sull’Inghilterra dell’epoca, per cui - se non è così - chiediamo venia pur tuttavia non arretrare di un millimetro e spiacerci, tantissimo, perché la connotazione leonina ci farebbe assai comodo, adesso, per spiegare un’auspicata trasformazione pastorale di agnelli pacifici in feroci leoni. E, la ciliegina sulla torta, ce la consegna il finale, in cui scopriamo Robin a capo di una comunità agroforestale timidamente organizzata, ma spavaldamente fondata, sull’Eguaglianza Economica.






