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Home Recensioni films Recensioni d'autore American Life - Recensione, Sam Mendes - Radioland

American Life - Locandina

American Life

La storia di Burt e Verona, coppia sulla trentina che aspetta un bambino, è la storia di un lungo viaggio dal Colorado - dove si era da poco sistemata per essere vicina ai genitori di lui che avrebbero partecipato alla nascita e alla prima crescita del bambino - in città diverse, in visita ad amici e familiari alla ricerca del posto ideale in cui fermarsi con la prospettiva di ricevere un aiuto e un sostegno dagli amici e familiari, in vista della nascita e del compito che l’aspetta. Il viaggio si rende necessario a causa del comportamento, secondo la giovane coppia, assai irresponsabile dei genitori di Burt, i quali all’ultimo momento decidono di trasferirsi in Europa rendendosi così impossibilitati a partecipare alla nascita e alla prima crescita del nipote in arrivo.

Ma la storia ha anche un proprio singolare risvolto sessuale alquanto eccentrico, che nel voler dimostrare modernità e forzare a tutti i costi il consuetudinario, finisce per sminuire l’amore relegando il sesso a una sorta di pratica dell’assaggio, in una cucina del sesso e del lecca lecca dal sapore “buongustaio” e dell’uso di un ricettario culinario dell’amore da sfogliare come un menù, che fanno del sesso pratica alquanto sgradevole. E altrettanto sgradevole risulta l’ostinato non volersi sposare della coppia (almeno da parte di lei) senza motivazioni, che pongono gravemente in vista il non capire e l’ignoranza verbosa dei suoi due componenti, i quali ignorano perfino di essere già sposatissimi come il prossimo arrivo del figlio dimostra, rendendo inopportuno e del tutto superfluo il cerimoniale: avrebbero dovuto semplicemente riconoscerlo. Alla fine trovano casa in una vecchia dimora padronale situata in una località isolata e confortevole, dove non hanno né amici né familiari e dove storia e natura si confondono piacevolmente. Lì c’è il mare. O forse è un lago? Non importa, il clima è temperato. Forse è il posto giusto. Speriamolo, per loro e per gli attori di cui non ricordiamo i nome. I film è di Sam Mendes, che è il solo  colpevole. Ed è tutto, davvero tutto di un film che, come bufala, in fondo in fondo non è neppure troppo male e si può perfino vedere, anche perchè per retorica parlata, nebulosità e pretenziosità intellettuale, ci ricorda molto gli anni settanta e le loro musiche che, guarda caso, nel filmato non mancano.

 
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