R a d i o l a n d

M u s i c a & I n f o r m a z i o n e

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Home Recensioni films Recensioni d'autore Levity - Recensione, Ted Solomon - Radioland

Levity - LocandinaLevity

La bravura di Billy Bob Thornton e di Morgan Freeman, tiene dignitosamente in piedi una storia inverosimile di pentimento e perdono, che iniziata diciannove anni prima dopo l’omicidio commesso da un ragazzo nel corso di una rapina e la sua condanna all’ergastolo, si trasferisce fuori del carcere a causa della buona condotta tenuta dal condannato ormai uomo maturo che viene rilasciato. Il protagonista Manual Jordan, interpretato da Billy Bob Thornton, appena fuori di galera ricerca e conosce la sorella della sua vittima e, impegnandosi in un centro sociale, una ragazza disturbata che riesce ad aiutare e tirare spesso fuori dai guai. Il centro sociale è la diramazione della canonica di Miles Evans (Morgan Freeman), ambigua figura sacerdotale che avendo grossi problemi con la polizia, scappa di notte dalla canonica e non vi fa più ritorno. Fin qui più o meno tutto credibile. Ma quando Manual Jordan, che per diciannove anni ha covato dolorosamente dentro di se una forma di pentimento a dir poco irrefrenabile, s’intestardisce nel voler essere perdonato a tutti i costi dalla sorella della sua vittima, la quale invece si rifiuta di farlo, la storia di peccato e redenzione che sembra voler fare il verso a Bergman, prende una piega talmente ridicola che riesce a trasformare in ilarità e sgomento, l’atmosfera grigia e nebulosa, affollata da chiaro scuri,  intrinseca in case piccole e buie, scantinati sporchi, chiese che si vorrebbe messe li come trincee in difesa da un mondo esterno malvagio e criminale, di cui invece case, scantinati, chiese e loro frequentatori dimostrano di esserne perfettamente parte integrante. La sorpresa è che non c’è alcuna sorpresa e il finale del film arriva esattamente nel punto dove è cominciato, senza che tutto ciò che ci sta in mezzo abbia un senso e una ragione precisa, per cui pur salvandone la dignità dell’interpretazione, ci si chiede se il significato recondito di levity – titolo di per se assai poco felice per una storia di peccato e redenzione - non sia invece (per il film) il più appropriato Inutility.


 
Banner
Banner
Banner
Banner