Deliziosa commedia agro-dolce, delicata e commovente, diretta da un inspirato Craig Gillespie, interpretata da eccellenti attori e da uno strepitoso Ryan Gosling, già in odore di Oscar, nella parte del ventisettenne sociofobico Lars Lindstrom il quale vive in un gelido paese del Wisconsin e che un giorno si presenta a casa del fratello per fargli conoscere la fidanzata trovata via internet. Bianca, questo è il nome della ragazza, è in realtà una bambola di plastica dalle dimensioni umane. Eppure non è da qui che ha inizio la favola, ma dalla reazione di una dottoressa che la “visita” nel suo ambulatorio - in cui si è presentata su una sedia a rotelle accompagnata da Lars, dal fratello di Lars e dalla cognata che sono riusciti a convincerlo a farlo giustificando la necessità della visita nella fatica del lungo viaggio compiuto dalla ragazza per raggiungere il paesino del Wisconsin - la quale dottoressa (anziché farlo rinchiudere in una clinica specializzata in malattie mentali dalla quale non uscirebbe più), cerca di assecondarlo e suggerisce ai familiari di Lars di fare altrettanto. E, in breve, l’intero villaggio affiancherà Lars nella sua distorsione della realtà, accettando Bianca come una ragazza vera, nuovo membro della comunità. La favolistica cinematografica trova così la sua esaltazione e al contempo il proprio limite, nell’esposizione di una comunità di fatto anticristiana in conformità alla realtà del contesto, la quale invece che sull’aborto e il rifiuto di ogni essenza umana, si dimostrerà di fatto basata sui buoni sentimenti, l’altruismo e la fratellanza professati dal Primo Cristianesimo da essa inevitabilmente negativizzato e rovesciato. Il fascino della favola deriva allora dal paradosso e dalla metafora favolistica, che vorrebbero fare della comunità del paesino del Wisconsin una vera comunità cristiana senza possederne la capacità di realizzazione, vale a dire la coscienza. In breve, però, le pecche, le banalità e i limiti della commedia, che punterebbero su un buonismo datato, alla Frank Capra, vengono superati da un bizzarro personaggio il cui volto si rende sorprendentemente credibile rendendo autentico tutto ciò che lo circonda e lo coinvolge, perfino Bianca, la misteriosa bambola di plastica che ci si aspetta da un momento all’altro che si sollevi, parli, respiri e viva; e che infine realizza davvero questo miracolo correggendo ogni realtà distorta - grazie al maturare del protagonista dall’infanzia all’età adulta - trasferendosi nelle sembianze di una ragazza vera, la giovane collega di Lars.






