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Rendition - Detenzione illegale

Locandina RenditionLetteralmente “Consegna”, ma tradotto in modo assai più leggibile e soprattutto esatto, anche nella sua approssimazione, con il titolo italiano “Detenzione illegale”, Rendition vorrebbe dimostrare - come si diceva ai tempi del pionierismo politico proletario, del maccartismo  e della guerra fredda – che l’unica anarchia possibile è quella del potere, non specificando, invero nascondendo per proprio limite conoscitivo e analfabetismo intellettuale, sotto la voce “potere” la denominazione dell’Organizzazione sociale di Disuguaglianza Economica relativa delle Nazioni, organismo di natura negativa invertita e pertanto quanto più organizzato tanto più disorganizzato, fino a risultare caotico evidenziando l’anarchico nei tempi attuali dominati dal pluralismo sintomatico delle dittature di disuguaglianza economica aperte al relativismo, all’edonismo selvaggio, al planetarismo e alla globalizzazione planetaria della disuguaglianza economica.  Il film di Gavin Hood risulta perciò uno spaccato di vita capovolta che non costituisce ne un capo d’accusa ne una denuncia civile, e neppure una  constatazione critica, ovvero una critica della constatazione o una opposizione al “sistema”: altra parola chiave sotto la quale si cela la denominazione dell’ordine sociale di disuguaglianza economica totalitaria e/o pluralista sintomatica.  Per “consegna”, si vorrebbe comunque intendere l’aberrazione della poco conosciuta consuetudine che il governo degli Stati Uniti adotta terroristicamente nei confronti dei cittadini da sospettare (paradossalmente?) di terrorismo.  Scontata la scelta dell’origine islamica oggi di moda, altri fattori vengono utilizzati nel protocollo del sospetto, ma c’è prima da chiarire il concetto di un “paradosso”, che la Cultura dell’Universo spiega in ogni dettaglio con grande precisione, distinguendo tra terrorismo di stato (nazionale o estero, cioè internazionale)  e terrorismo di natura privata (di fatto terrorismo di reazione). La data dell’11 settembre è stata perciò adottata in occidente quale intestazione centrata sull’alto del protocollo terroristico statale di natura sia nazionalista che estera, e questo film fedelmente pone in rilievo sul grande schermo la schermata riferita all’utilizzo del protocollo terroristico del sospetto.  La vittima designata è nel film Anwar El-Ibraimi (interpretato dall’attore Omar Metwally), cittadino egiziano da molti anni residente in America e occupato nel settore dell’ingegneria chimica, il quale viene arrestato dopo il suo ritorno da un viaggio di affari e in gran segreto trasferito in una località islamica per essere torturato. Per l’happy and della pagliacciata di rito, interviene però nel nero pece stradominante la scena, una pecora bianca, Douglas Freeman (impersonato da Jake Gyllenhall) un agente della Cia che riesce a salvare Anwar e a restituirlo alla sua famiglia, come al solito per dimostrare un pò troppo stupidamente che in fondo in fondo, invero addirittura nel fondo del pozzo senza fondo, il sistema  americano discendente dall’MP - vale a dire l’Organizzazione sociale di Disuguaglianza Economica pluralista sintomatica degli Usa -  è buono; tanto è vero che alla fine vince sempre. La curiosità è che nel film la vittima sotto tortura, non avendo niente da confessare, per guadagnare un po’ di tempo e riprendere fiato fornisce agli inquisitori titolari della tortura, i nomi dei giocatori di una squadra di calcio indicandoli come suoi complici. E un’altra curiosità è che confrontando le torture praticate oggi dagli americani, con quelle in un recente passato messe in atto da nazisti, cinesi, giapponesi, russi e compagnia bella, questi ultimi si potrebbero considerare appena dei dilettanti al confronto dell’attualità e del di là da venire connesso all’Evidentismo Totale. E ce ne sarebbe anche un’altra, che non è neppure una curiosità, ma semmai una consuetudine peggiore del protocollo della tortura sistematica. E ci riferiamo ai due personaggi di spicco immessi nella cinematografata ai vertici della cupola responsabile del sopruso i quali, come da realtà, svolgendo il ruolo di “demoni”, ossia quello di sintomi campione e non essendo pertanto le ultime ruote del carro, rispetto ai dannati – cioè rispetto ai semplici sintomi - la fanno in apparenza sempre franca: Meryl Streep, che si sta specializzando come caratterista nel genere politico-terroristico-poliziesco,  e un attempato e distinto senatore di Washington D.C.

 
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