Il regista Paul Greengrass e Matt Damon mettono in piedi la terza apparizione dell’agente più famoso e segreto del Terzo Millennio, il quale in questo episodio della serie intitolata a Jason Bourne scopre finalmente chi e perché lo ha trasformato in una macchina con licenza di uccidere, ponendolo in uno stato di perfetta parità con lo 007 di fine Secondo Millennio. Ma, poiché a differenza di quello dello scorso millennio, la caratteristica dell’attuale 007 è di stare fuori dagli schemi istituzionali e governativi e in lotta perenne contro di essi, dopo la conclusione del film ciò che resta, data per scontata la sopravvivenza miracolosa di Jason, è la curiosità di sapere in quale veste il nuovo 007 potrà in futuro tornare sul palcoscenico. Sempre solitario e contro, oppure perfettamente assimilato al sistema di dittatura pluralistica sintomatica internazionale indirizzata alla globalizzazione planetaria? I più sperano sicuramente nella prima ipotesi, tanto per non rompere il filone e garantirsi un minimo di comprensibilità spettacolare negli scenari di azione straripanti effetti speciali e stuntmen, qualora Bourne conservasse ancora questa sua identità di eroe solitario, schierandosi così - facilmente identificabile ma soprattutto invincibile - solo contro tutti. Matt Damon, oltre che saper recitare è anche bravo, per cui la sua capacità professionale e il suo talento costituiscono sicuramente una garanzia per il futuro di Jason Bourne, o come verrà poi a chiamarsi, e per il proseguo della saga, e lo stesso dicasi per Paul Greengrass qualora decidesse di non esagerare con le sperimentazioni tecnologiche e gli stuntmen, ma di utilizzare al meglio Matt Damon, perfetto in credibilità nell’introversione del tormento e altrettanto nell’inverosimiglianza delle scene d’azione che lo vedono protagonista. Ma il difficile non sarà tanto il far conciliare questa sua duplice espressione recitativa, fin qui facilitata dall’amnesia e dalla conoscenza frammentaria del passato del personaggio da interpretare, quanto il definire il nuovo ruolo dell’agente segretissimo, che quanto allo 007 del millenovecento apra scenari cinematografici se non nuovi per lo meno sempre correttamente percorribili.






