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La promessa dell'assassino

Locandina la promessa dell'assassinoUna ragazza russa muore dando alla luce la sua bambina e l’ostetrica Anna ne fa tradurre il diario alla ricerca di parenti a cui affidare la nascitura, ma scoprirà inquietanti rapporti con la mafia russa nei quali si ritroverà pericolosamente coinvolta. Cupo e tenebroso, ambientato in una Londra umidosa  e invernale, Eastem Promises è ritenuto uno dei lavori stilisticamente più raffinati e completi di David Cronenberg, grazie alla fotografia che oscilla tra il rosso e il nero e dà vigore a un’atmosfera che appare sospesa tra vuoto e immagine, per poi scatenarsi in improvvise sequenze d’azione che forniscono linfa a un mondo violento e precario, dove la ferocia e la crudeltà  più che dell’aspetto meramente malavitoso, vengono a far parte del tutt’uno delle tre componenti generali del MP, fornendo una anticipazione assai significativa di quell’Evidentismo Totale di quà da venire. All’interno del noir, Viggo Mortensen, Naomi Watts e Vincent Cassel danno corpo con straordinaria bravura ai rispettivi personaggi, ma Viggo Mortensen è sicuramente da collocare in un gradino appena più in su, per la sconvolgente glacialità mista alla simultanea interiorità assai umanizzata pur nella sua simulazione, che egli riesce a infondere a un killer, il cui volto che pare inciso nella pietra fredda e lo sguardo profondamente vivo e penetrante, rendono indimenticabili alcuni primi piani di grande effetto scenico. Il linguaggio del tatuaggio, utilizzato dalla mafia russa per caratterizzare e distinguere con precise incisioni le gerarchie e i  gradi dei propri affiliati, viene proposto nel film come memoria ed eredità dei trascorsi dei personaggi nelle prigioni siberiane; e a tale scopo gli incontri di lavoro vengono svolti nelle saune che mostrano i disegni sulla pelle, ma nello stesso tempo ricordano il gangsterismo americano del primo novecento, inventore e fondatore di una mafia presa a copia e ricalco del modello offerto dallo stato costituito e da questo   intesa come organizzazione criminale illegale piuttosto che come proiezione sintomatica di se medesimo, stato di fatto illegittimo in quanto organizzazione sociale di disuguaglianza economica relativa. Che non sia questo l’intento del regista, non conta. Il film, grazie a questo confronto di memorie, diviene un’opera cinematografica di grande rilevanza storica e della più efficace rispondenza al contingente e al contemporaneo sociale ed economico di tutti i tempi.


 
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