Gradevole commedia di Claudio Capellini, interpretata da Luca Argentero, Violante Placido, Neri Marcorè, Hassani Shapi. Privo di scrupoli e perfettamente inserito nella comunità del mercato –j9, Mattia è un giovane imprenditore edile votato al culto del guadagno facile mediante il risparmio ad ogni costo. Per cui, dopo aver rinunciato a costruire i ponteggi di sicurezza per il proprio cantiere, si ritrova simpaticamente ricattato da un lavoratore in nero egiziano rimasto vittima d’infortunio a causa della mancanza del ponteggio. Simpaticamente, perché il ricatto consiste nell’obbligo di frequentare in nome dell’operaio un corso di cioccolato e partecipare al relativo concorso. Per Mattia si aprono le porte di un mondo favolistico, sconosciuto, fatto d’integrazione culturale e di dignitosa povertà. Nel film ci sono - è vero - i soliti difetti di confezione con i paraocchi intesi a rendere il prodotto perfettamente adeguato alla mediocrità del mercato e del fruitore della mercanzia, gli accenni senza soluzione alle problematiche del sociale e del lavoro, gli intrighi calamitosi e superficiali dei moderni rapporti di coppia e degli equivoci che suscitino ilarità e simpatia. Ma ci sono anche le inaspettate buone interpretazioni di tre attori del Bel Paese, e soprattutto quella di uno strepitoso Hassani Shapi che regge come un novello Ercole le fondamenta del lungometraggio e fornisce la necessaria verve al film. Tutto ciò a dimostrazione che a volte non occorre attraversare l’oceano e approdare a Hollywood per scoprire chi sappia recitare e lavorare nel mondo dello spettacolo, senza limitarsi a scaldare e difendere la propria poltrona o lo sgabello e a prendere i soldi della comunità tramite il brigantaggio e la mafia politica, ma è sufficiente restare in casa cercando la singolare eccezione senza oltrepassare i confini del Paese campione che non a caso è stato scelto tale. Perciò, niente di trascendentale certo, ma la scoperta del dolce, del vero cioccolato, resta pur sempre una piacevole sorpresa.






