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Il vento che accarezza l'erba

Locandina Il vento che accarezza l'erba“E’ facile sapere contro cosa si combatte, ma più difficile è sapere in cosa davvero si crede”. Questa constatazione del protagonista, costituisce la morale del film diretto da Ken Loach e soprattutto la conclusione drammatica della storia di Damien, giovane medico irlandese il quale, in procinto di partire per Londra per consolidare la sua professione, decide invece di restare in Irlanda per combattere contro gli inglesi.  Siamo nel 1920 e l’Irlanda è stata invasa dalle truppe britanniche sbarcate sull’isola per impedire qualsiasi tentativo di rivendicazione di indipendenza, e gli operai e i contadini si uniscono per combattere nelle campagne irlandesi gli invasori. Lo scontro porterà alla firma di un trattato che provocherà tensioni e discordia e una forte divisione nella comunità irlandese, in quanto secondo la parte della comunità avversa al trattato, questo maschererebbe la strategia dell’oppressione intesa ad impedire la giusta rivendicazione di indipendenza da parte dell’Irlanda.  La constatazione di Damien, che confusamente diviene lo slogan del film, più che sollecitare l’interrogativo del perché si sia voluta riaprire una ferita apparentemente suturata seppure con l’intento sottinteso o forse soltanto mal espresso di spiegarne la causa originaria, trova una risposta convincente nel non senso atavico di un mondo spettrale visto nel proprio intimo tenebroso dai suoi fantasmi. Dal che, la constatazione di sempre, di quanto in realtà sia facile sapere contro cosa si combatte e ancora più facile sapere in cosa davvero si crede, lascia in piedi e avvalora la spiegazione fornita dalla difficoltà insormontabile del CAPIRE contro cosa si combatte e in cosa davvero si crede, la quale azzerando l’osmosi sapere-capire einsteiniana del tanto quanto, pone inevitabilmente in evidenza lo zero intellettuale del Mondo dei Senza e dell’Assenza.  Questi i contenuti. Tuttavia l’ottima regia, la buona interpretazione degli attori, tra i quali Cillian Murphy, Padraic Delaney, Orla Fitzgerald e Liam Cunningham, e l’emozione provocata in superficie dalla esposizione cinematografica della vicenda, fanno di questo film per chi ne abbia la capacità, una occasione per riflettere.

 
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