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Volver

Locandina VolverFinalmente un film. Vivo, pulsante, dal respiro largo e profondo, film che si accende e s’illumina di luce propria. Secondo la più classica creatività di Pedro Almodovar, film tutto al femminile, con una stupenda Penelope Cruz dagli occhi stellari, tumultuosi, neri e luccicanti quando lacrimano e ardenti e luminosi come luce solare quando sorridono, perno di una vicenda  tragica e grottesca che sul tema del ritorno, esalta il materno e il natio, l’origine, l’alfa e l’omega, il luogo in cui tutto comincia e a cui tutto ritorna, nella grazia creativa di un Almodovar contornato da cinque indimenticabili personaggi femminili interpretati da cinque altrettanto indimenticabili attrici: oltre Penelope Cruz, Carmen Maura, Lola Duenas, Bianca Portillo e Yohana Cobo; tra le quali appunto una Carmen Maura non più “donna sull’orlo di una crisi di nervi”, ma fantasma vivente che sull’orlo tra un improbabile aldilà e un aldiquà fonte di un ancestrale dolore, sceglie quest’ultimo affinché i morti assistano i vivi, affinché le madri accudiscano le proprie figlie, bellissime e immutabilmente vive, come la viscontiana Anna Magnani che Carmen Maura guarda alla televisione in un flash della più alta naturalezza creativa.  Ci dicono che questo film sia candidato all’Oscar di quest’anno, ma che non si sa se lo vincerà. Oggettivamente, per mancanza di rivali all’altezza, Volver lo ha già vinto, con un Almodovar che aldiquà di un aldilà della finzione cinematografica ove alloga ogni altro film, riesce ad estrarre dallo schermo e a riunire tutte insieme, attorno ai tavoli, dal parrucchiere, in casa, lungo i fiumi, all’ospedale e nelle strade della realtà, cinque donne vere.


 
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