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Borat

Locandina BoratIl film elabora una specie di resoconto, nonché l’evoluzione e lo sviluppo di precedenti personaggi dell’attore-provocatore Sacha Baron Cohen, creati per LWT/Granata TV e la BBC. Il personaggio principale è Borat Sagdiyev, giornalista immaginario kazako inventato e interpretato da Cohen per Da Alì G Show, un programma satirico televisivo nel quale intervista delle persone facendo loro credere di essere un vero giornalista della televisione del Kazakistan. Il problema è la differenza dei tempi, per cui una cosa è uno show televisivo o un libro di barzellette, e un’altra il cinema. Tradotto in un film, anche uno show televisivo di successo potrebbe rivelarsi senza capo ne coda come nel nostro caso “Borat”.  E’ quindi molto, ma molto difficile riuscire a restarsene fermi in poltrona davanti allo schermo, guardando un film come questo, senza scappare a gambe levate alla maniera di Pinocchio. La satira, i soliloqui e la provocazione di Borat, risultano – cinematograficamente – eccessivamente logorroici, comparendo non di rado forzati e inconcludenti; e le vicissitudini del protagonista ricordano vagamente, anche per la scompostezza scenica, le antiche evoluzioni in bianco e nero dei nevrotici fratelli Marx nel loro periodo peggiore (da “Servizio in camera” a “una notte sui tetti)”, oggi sicuramente invedibili.  Film che si consiglia quindi di lasciar perdere.

 
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