Nel XIX secolo, in Austria, il famoso illusionista Eisenheim è innamorato sin dall’infanzia della giovane e bella promessa sposa del Principe Leopoldo, erede al trono, che egli ha ritrovato a Vienna dopo quindici anni. E qui, al triangolo sentimentale e alla magia dell’amore, si aggiungono gli stupefacenti incantesimi di Eisenheim, che attraverso le varie e inevitabili traversie, conducono a un finale a sorpresa che però - visti i continui incantesimi – più o meno tutti si aspettano. Con la buona regia di Neil Burger, il film (Usa) è ben interpretato da Edward Norton, l’illusionista, Paul Giamatti, l’Ispettore Generale capo della Polizia che per incarico del principe Leopoldo cerca di stroncare la relazione tra l’illusionista e la promessa sposa del principe, e Jessica Biel, la bella. La Vienna che cinematograficamente appare, è piuttosto credibile in virtù della fotografia di Dick Pope, ma su tutto spiccano le musiche, magiche quanto le magie di Eisenheim, di Philip Glass. In conclusione, seppure vi venga trascurato il confronto tra il normale e il paranormale, tra la scienza e la magia, all’epoca molto sentito, il film costituisce un’opera cinematografica ottocentesca di tutto rispetto che, con un ottimo cast, una buona regia, una efficace fotografia, il contributo della straordinaria musica di Pope e l’emozione - da annoverare nella storia del cinema - prodotta dalla sequenza relativa allo spettacolo con “l’albero di arance”, ne fanno un film sicuramente da vedere.






