Ennesima produzione Usa di un film diretto con mestiere e buona tecnica da Alejandro Agresti e interpretato da Keanu Reeves e Sandra Bullock. La storia è quella di Kate e di Alex che vivono in spazi temporali diversi, lei nel 2006 e lui nel 2004. Ispirata ad un film coreano (Il Mare del 1998) quest’opera di Agresti è una piacevole commedia dei nostri giorni che oscilla gradevolmente tra sentimento angelicato e metafisica, e gioca soprattutto sul fatto che i due protagonisti vivano nella stessa casa, ma in spazi temporali diversi e quindi senza potersi vedere, e l’unica via che hanno di comunicare (il perché il film non ce lo spiega) è la cassetta delle lettere la quale resta in bilico e contemporaneamente presente nei due momenti spaziali e temporali differenti, consentendo lo scambio di corrispondenza tra i due innamorati. Il fatto che le due epoche siano così ravvicinate, tanto da permettere ai due protagonisti di ritrovarsi alla fine fisicamente in quell’unico spazio temporale fino ad allora di esclusiva pertinenza della cassetta delle lettere, consentono a questo film di rendersi quanto meno diverso se non originale rispetto alle tantissime e precedenti cinematografate con trame analoghe, se consideriamo che ne La casa sul lago del tempo diviene perfino credibile e quindi possibile fissare un appuntamento in un’unica data, che risulti precisa e futura per entrambi i protagonisti e per i loro rispettivi momenti spazio-temporali. Al mistero della cassetta delle lettere, che di fatto costituisce il mistero della vicenda cinematograficamente narrata, si aggiunge quello di un cane che, a un certo punto, appare improvvisamente dal nulla, passando da un campo spaziale e temporale all’altro. In ogni caso, lo ribadiamo, il film è piacevole e godibilissimo, per cui non crediamo di esagerare se suggeriamo di andarlo a vedere.






