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The Good Shepherd

The Good SheperdRobert De Niro dirige il film Usa che racconta la storia della Cia vista dall’angolazione del Sistema –j9, rendendola perciò assai diversa da quella conosciuta nell’opposta angolazione. L’iniziativa pionieristica degli studenti idealisti che crearono un filone di confraternite votate alla segretezza, come la celebre “Skull & Bones”, e che portò alla fondazione della Cia, viene fatta propria e assorbita dal Sistema. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Edward Wilson, uno dei fondatori della Cia, è un patriota allevato nei valori della segretezza e della fiducia, che viene assunto presso l’Ufficio Servizi Strategici (OSS), antesignano della Cia, dove la sua opera si rivelerà fondamentale alla configurazione geopolitica del mondo fino ai giorni nostri. Nel cuore dell’organizzazione, dove la doppiezza è una dote fondamentale e dove nulla è quello che sembra, l’idealismo giovanile verrà eroso da una realtà in cui la natura negativa invertita dell’Organizzazione sociale pluralistico-sintomatica americana, dovrà assumere il ruolo di faro e di guida nei processi di maturazione e di trasformazione dei sistemi di Disuguaglianza Economica Totalitaria in Democrazie Planetarie Simulate. All’ombra di un mondo che sta per entrare nella paranoia della Guerra Fredda, la storia di Edward Wilson e del suo declino intellettuale, morale e idealistico, evince la storia della Cia, degradata lentamente e inesorabilmente fino a ritrovarsi a capo delle spirali morbose dello Stato di Usurpazione e del Potere –j9, inesorabilmente tesa alla difesa e alla conservazione di uno status quo morbosus in cui ogni parvenza di novità, ogni espressione di sanità, ogni spiraglio dall’esterno, viene interpretato come pericolo, come un attacco al chiuso paranoico. Matt Damon, gelido e misurato nel ruolo di Edward Wilson, rende perfetta la rappresentazione di un contesto corrotto e tenebroso, qua e là ravvivato dalla presenza di Angelina Jolìe e di Martina Gedeck, belle e brave nei rispettivi ruoli, entro il quale si muovono le figure spettrali dei personaggi comprimari dell’organizzazione: lo stesso regista Robert De Niro nella parte del generale Sullivan, John Turturro che interpreta Ray Brocco, Alec Baldwin che è Sam Muraci e William Hurt nei panni di Philip Allen. Sufficiente e dignitosa la regia di Robert De Niro. In conclusione, la storie parallele di Edward Wilson e della Cia, documentando in modo assai convincente le vicende generazionali dell’epoca proiettate fino ai nostri giorni, e risultando peraltro ereditate (al di fuori di ogni luogo e tempo) dall’ombra immane di una politica di usurpazione preesistente, potrebbero riallacciarsi ad un’unica matrice patologica e intitolarsi: “Storia di una malattia”.

 
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