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I figli degli uomini

Locandina I figli degli uominiSiamo nel 2027, quindi in un futuro abbastanza vicino, in cui il mondo –j9 non può più procreare e viene devastato dalla guerriglia urbana e da violenze di ogni genere. L’Inghilterra rimane unica zona franca, e qui Theo viene rapito da Julian, una attivista da lui amata in passato, che lo costringe ad assumersi una grandissima responsabilità. Dovrà condurre salva ad un santuario sul mare una giovane donna incinta, e dare così al mondo la possibilità di non estinguersi, anche se la giovane donna è decisamente una nera, per cui gli stereotipi del multirazzialismo e del multilinguistico andrebbero in difficoltà oppure ne sarebbero felicissimi, dal che preferiremmo pensare a una discendenza comunque perfettamente multirazziale e multilinguistica. P. D. James ha scritto il romanzo sulla linea degli scrittori utopistici e futuristici di Cultura Negativa Invertita e il regista Alfonso Cuaròn lo ha scelto per mettere in scena una cinematografata un po’ troppo superficiale e scontata sia nelle motivazioni che negli esiti della storia, mettendo in mostra con una tecnica documentaristica un mondo del prossimo futuro, grigio, incolore e tenebroso, a ricalco dei tanti film del genere oscillanti tra il pre-industriale, per l’aspetto dei fabbricati e dei palazzi, e del post-atomico per la mancanza di vegetazione, dove tutti come insetti privati del proprio nascondiglio corrono dissennatamente da una parte all’altra, e dove senza alcuna ragione apparente tutti sparano a tutti, e si ammazzano l’un l’altro onde dare visibilità immediata all’estinzione del mondo basso. Le intenzioni degli autori e del regista non c’entrano affatto, ma il mondo proposto è sicuramente una credibile avvisaglia di quell’INFERNO MANIFESTO, che l’Evidentismo Totale è prossimo a mettere in scena in ossequio ai processi di autodistruzione attivati dall’Ordine Cosmico Negativo Invertito attraverso lo Spirito-Vortice. Peraltro eloquente ci sembra il titolo del film, se consideriamo che l’albero viene identificato dai propri frutti, per cui i mostriciattoli insettivori che scappano da tutte le parti e si ammazzano a vicenda senza alcun senso e ragione, identificano perfettamente l’aborto e il rifiuto umano da cui provengono, che gli autori del film colpevolmente vorrebbero per affinità zoologica che non si estinguesse. Per fortuna le cose non stanno così e il Mondo del Male Perfetto è stato con pari perfezione cancellato: la percezione nel senso è in arrivo. Gli attori coinvolti sono Clive Owen nella parte di Theo, Julianne Moore, Michael Caine, Chiwetel Ejiofor, Clarlie Hunnam e Claire-Hope Ashitey. La produzione è una coproduzione Inghilterra-Usa, banale e scontata quanto il santuario sul mare che dovrebbe assurgere al ruolo di  salvatore di quella materia prima (Merdè, esclamerebbe infatti Chambronne). Che il film si salvi soltanto per l’apparizione fugace di una bellissima Julianne Moore, non vorremmo dirlo, ma tanto basta: non troviamo altro da ricordare, Chambronne permettendo.

 
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