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Il labirinto del fauno

Il labirinto del fauno locandinaNell’ultima rassegna Hollywoodiana, si è aggiudicato tre premi Oscar di secondo piano (migliore fotografia, migliore scenografia e miglior trucco). Ma è un gran bel film di Guillermo del Toro, che ne è anche lo sceneggiatore e uno dei produttori. Tra gli attori, spicca la giovanissima Ivana Vaquero nell’interpretazione di Ofelia, la bambina protagonista del film. Gli altri attori, tutti bravissimi, sono Sergi Lopez, Maribel Verdù, Ariana Gil, Doug Jones e Alex Angulo. Il film segue due storie parallele, una immaginaria ma non al di fuori del tempo e l’altra, reale, ambientata nel 1944 dopo la vittoria franchista nella guerra civile di Spagna, che congiungendosi in un’unica  dimensione, dove la piccola Ofelia è simultaneamente la principessa erede del mondo sotterraneo dei boschi e la vittima sacrificale figliastra del cattivo della dimensione storica, il feroce capitano franchista Vidal. La voce narrante racconta di una principessa che salita dal regno sotterraneo perde il ricordo della propria natura immortale, per cui morirà per rinascere in futuro e tornare nel suo mondo naturale il quale, secondo l’interpretazione più comune della vicenda cinematografica, dovrebbe essere quello fantastico a cui la piccola Ofelia anela “ per sfuggire alla realtà tramite l’immaginazione “. Questa interpretazione è però troppo semplicistica e assai poco convincente, ed è difatti perfettamente negativa e invertita, così come lo sono, come luogo comune, ricalco e reiterazione ossessiva, gli abusati e frequenti richiami mitologici, mentre vi risulta clamorosamente mancante l’unico riferimento valido: il regno delle catacombe romane del Primo Cristianesimo. Per cui, nelle due storie parallele, che si congiungono in un finale simultaneamente felice e doloroso secondo le rispettive prospettive, diviene visibile il mondo intellettuale, il mondo del pensiero, il mondo dell’intendimento, il mondo dell’intelligenza, il quale, reso sotterraneo e nascosto dal predominio USURPATIVO del contesto meramente fisico, mortale e intellettualmente analfabetizzante, sopravvive luminoso ed emergente quale regno immortale della vita, correggendo e ribaltando le due prospettive alto-basso, reale-fantastico e materia-spirito, per cui simulato, irreale e sotterraneo COMPARE ALLA FINE il mondo meramente fisico e immateriale, che si credeva vero, alto e reale, mentre altissimo e reale è invece quel mondo materiale che erroneamente, dall’angolazione opposta, si riteneva fosse spirito invisibile e fantastico, anziché MATERIA VIVENTE.

 
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