Che sia una storia dolce è indiscutibile, ma che sia anche una favola godibilissima per tutti, bambini e adulti, lo è un po’ meno. In ogni caso, dopo BIG FISH e in attesa del suo ritorno all’animazione di CORPSE BRIDE, Tim Burton ci rifila, imperterrito, questo remake del 1971 - Charlie di Mel Stuart - facendo leva come dicono i bravi sul “bacino popolare” e sui mirabolanti titoli di testa che annegano nella cioccolata in cui Willi Wonka, eccentrico magnate del cioccolato, mette in palio cinque golden tickets all’interno delle barrette. Chi li troverà potrà visitare la sua affascinante e misteriosa fabbrica dove tutto è fatato e meraviglioso. Tra i bambini viziati figli di ricchi che trovano i golden tickets, tutti tarati dall’obesità alla boria, s’inserisce a sorpresa Charlie, un amabile bambino povero che sarà poi l’unico a “sopravvivere” al nucleo centrale meccanico e tremolante della fabbrica di cioccolato, in cui si finisce preda dei propri vizi. E questa sarebbe più che la morale della favola, la sua parodia senza pudore, nella quale un Johnny Depp alla cioccolata interpreta nel mezzo di leccornie di ogni genere il mitico Willi Wonka, re solitario del cioccolato ma privo di affetti e di famiglia che - indovinate un po’? – troverà alla fine nella casa povera di Charlie. Come dire che dalla parte dei ricchi si può andare a cercare la felicità anche in quella dei poveri, purché si resti ovviamente ricchi, altrimenti in caso contrario sarebbero davvero dolori. Come quelli di chi, in preda al mal di denti, si veda costretto a guardare questo film.






