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Nero bifamiliare

Nero bifamiliare locandinaLa regia è del cantante leader della band pop-rock Tiromancino, Federico Zampaglione, che non se la cava affatto male in questo esordio cinematografico. Marina e Vittorio sono una coppia di giovani sposi (lui più brutto che bello, lei bellissima) che cercano di consolidare il proprio matrimonio acquistando in un elegante residence una villetta bi-familiare. Lei proviene da una famiglia benestante e non lavora e lui, che non guadagna molto come assicuratore, deve inventarsi un’attività più redditizia magari tramite internet per pagare i debiti contratti con l’acquisto della villetta. Intorno a loro gravita uno strano vicinato che si dimostra piuttosto ostile e nel quale spicca una coppia di dubbia reputazione e attività. Approfittando di una loro assenza di fine settimana, ignoti s’introducono nella villetta bi-familiare e Marina e Vittorio vengono derubati. Vittorio sospetta del furto i vicini, la coppia formata dal rumeno Slatko e dalla sua ambigua compagna, e un’ossessiva sete di vendetta s’impossessa di lui trascinandolo in una situazione incontrollabile di disperazione e paranoia. Il film mescola il grottesco ad un pathos ricco di latente drammaticità, noir e comicità, estrapolando un’opera gradevole qua e là attraversata da remake e flashback, che fanno il verso a Fellini e ad altri grandi del cinema italiano e no, in cui una sensuale Claudia Gerini, nella parte di Marina, si muove con abilità, naturalezza e charme affiancata dal figlio d’arte Luca Lionello, molto a suo agio nella parte del nevrotico Vittorio, ma la cui talentuosità embrionale espressiva, che ci è sembrato di intuire, ci lascia un po’ scettici a causa della sua provenienza “nepotistica” – non possiamo non tener conto che in Italia si ereditano le carriere artistiche come se fossero pizzicherie - per cui necessita di altre occasioni recitative e di conferme. Come del resto il regista, il quale merita comunque una menzione per la scorrevolezza, il ritmo e la genuinità del livello narrativo e la felice combinazione visiva cinematografica sia dell’insieme che del particolare;  il che non è poco considerando che queste sono qualità insolite nel cinema italiano di oggi.

 
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