Film Usa di Gary Fleder, con John Cusack, Gene Hackman, Dustin Hoffman, Rachel Weisz, Bruce McGill, Jeremy Piven. Una giovane donna di New Orleans rimasta vedova in seguito all’uccisione del marito, intenta una causa di risarcimento contro una potente società d’armi che ritiene responsabile dell’omicidio, con l’aiuto dell’avvocato Rohr (Dustin Hoffman), La parte avversaria è sostenuta con metodi poco ortodossi dal consulente Fitch (Gene Hackman), il quale conferisce estrema sicurezza alla potente società d’armi di vincere la causa. A fianco del giurato Nick Easter-John Cusak, si inserisce però nella vicenda una misteriosa donna, Maree-Rachel Weisz, che si rivelerà determinante per l’esito del processo. Il film è un thriller giudiziario ricco di sorprese e di suspense, che si avvale di scenari di azione di grande effetto, posti in vertiginosa sequenza dall’uso della camera a mano e dalla recitazione di un cast di grande prestigio, ma indebolito dai contenuti eccessivamente ipocriti e moraleggianti e dall’intento presuntuoso di voler dimostrare - avvalendosi di apposite forzature narrative - come sia possibile condizionare il giudizio di una giuria (come se la manipolazione processuale basata sulla finzione cavillosa delle carte, sull’abilità degli avvocati e sul prestigio da essi goduto nell’ambito giudiziario e soprattutto sull’ignoranza dei fatti della realtà vera, non si dimostrasse già più che sufficiente a farlo); tanto dal far sospettare che sia proprio questo il suo vero scopo, peraltro occultato dalla spiegazione fornita nel finale dal giurato protagonista dell’intrigo giudiziario, il quale pretende di farci credere di non avere in alcun modo influito nella decisione della giuria, e che i giurati abbiano deciso “secondo coscienza”. Spiegazione che suscita l’interrogativo di sempre da rivolgere inevitabilmente ai comatosi profondi: quale coscienza? Ma queste sarebbero osservazioni da porre al best-seller “Runaway Jury” di John Grisham, al quale il film si è inspirato, mentre ad entrambi, best-seller letterario e trasposizione cinematografica, è doveroso chiedere come mai sulla sbarra degli imputati non compaia il vero colpevole dell’uso e dello smercio sconsiderato delle armi, vale a dire il presidente Usa responsabile del contesto.






