Girato con un nuovo modello di telecamera digitale, la stessa usata in Superman Returns, questo film si chiede se quello di cui si avrebbe davvero bisogno per garantire benessere e prosperità alla propria famiglia senza stressarsi troppo, potrebbe essere un telecomando con il quale controllare la realtà andando avanti o indietro veloce, mettendo in pausa, rivedendo le scene della propria vita. Ma il magico telecomando non può essere la giusta soluzione e Michael, l’architetto protagonista della storia interpretato dal comico attualmente più in auge negli Usa, Adam Sandler, lo imparerà presto a sue spese. Il ritmo del film di Frank Coraci, regista praticamente sconosciuto, è buono, ma la storia è fiacca e, nonostante i calci, i pugni, gli oggetti rotti, il nuovo modello di camera digitale e le trovate demenziali, non è in grado di far emergere il film in una dimensione rassicurante che lo ponga all’attenzione di tutti; e nel finale frana per stanchezza e mancanza di idee in una banalità sconcertante. Il vero protagonista del film è tuttavia Christopher Walken, scintillante di bravura nel ruolo inquietante del misterioso commesso del negozio di elettronica, nel quale è stato consegnato a Michael il super telecomando destinato a stravolgere la sua vita perché poi, una volta andati rapidamente avanti per arrivare presto agli eventi considerati più importanti, non si potrà più tornare indietro e la vita sarà trascorsa senza essere vissuta. Che infine il tutto sia stato un semplice e straordinario sogno, è scontato anche se non appaia poi assolutamente certo, perché il racconto cinematografico lascia ampi spazi ad una diversa interpretazione, la cui morale resta però la stessa: la vita va vissuta momento dopo momento e la famiglia è e resta il bene più prezioso da coltivare e difendere. E su questo non ci sono dubbi. Siamo tutti d’accordo.






