Questo film di produzione Usa diretto da John Stoskwell, è interpretato da un manipolo di attori praticamente sconosciuti al grande pubblico (Melissa George, Olivia Wilde, Beau Garrett, Max Brown e altri) e le scene di azione sono quanto di più caotico e illeggibile si possa riprendere e riprodurre sul grande schermo con i mezzi tecnici attualmente a disposizione. Non solo è impossibile distinguere i “nostri” dai “loro”, ma è impossibile distinguere qualsiasi cosa che non sia il buio vertiginoso che stradomina gli scenari dipingendo ogni movimento di nero profondo. Un gruppo di turisti provenienti dal mondo ricco della Terra, cioè da Australia, Stati Uniti e Inghilterra, viene messo insieme su una spiaggia dal fato, che si presenta sottoforma di un incidente con il bus che li trasportava attraverso il Brasile. E qui bevono e ballano per tutta la notte facendo amicizia con i “nativi”, finché, quando si risvegliano al mattino, si accorgono di essere stati drogati e derubati di ogni loro avere. Ma questo è appena l’inizio della loro tragica odissea, che si consumerà all’interno della giungla brasiliana dove - divenuti la preda di un trafficante di organi che, dopo averli catturati e sezionati per venderne i “pezzi originali” al mercato, darà una caccia spietata ai sopravissuti in fuga – ciascuno troverà spazio per il proprio inferno personale. Il Brasile così rappresentato, è quanto di più pericoloso, incivile e brutale si possa immaginare; e certamente da tenere ben lontano dalle promozioni turistiche, anche se il finale concede una parvenza di apparizione di brasiliani buoni e ospitali e la motivazione sociale suggerita dal medico locale che espianta organi ai turisti come rivalsa per il commercio illegale che i paesi ricchi fanno di organi dei “poveri brasiliani”, è tutt’altro che giustificativo dei feroci avvenimenti. Di conseguenza, e come era prevedibile, il film è stato osteggiato dal governo brasiliano. Non abbiamo sotto mano le statistiche successive all’uscita di “Turistas”, ma c’è da presumere che ci sia stato un certo calo nella scelta delle vacanze brasiliane da parte del turismo proveniente dal mondo ricco. Così, oltre che per alcune motivazioni tecniche – la suspense, la successione rapida delle sequenze, i primi piani panoramici, la paura e l’atmosfera tenebrosamente reale che si respira, nonché la buona recitazione degli attori coinvolti - il film merita sicuramente un salto di qualità per aver mostrato che tutto non è come appare (anche se ciò risulta arcinoto per i recenti resoconti di cronaca nera turistica), e che anche i paradisi proposti nei sogni esotici vacanzieri, possono in realtà rivelarsi un inferno molto ma molto peggiore di quello di abituale dimora dei turisti.






