Film parodistico che si sofferma sulla realtà dei suicidi accidentali, cioè sugli incidenti mortali più assurdi, partendo dal presupposto dei “Darwin Awards” premi postumi assegnati alle persone che si sono uccise accidentalmente nei modi più stupidi. La regia è di Finn Taylor e tra gli attori e i caricaturisti spiccano Joseph Fiennes e Wynona Ryder, soprattutto quest’ultima sufficientemente brava e incisiva (e forse anche sprecata) nella parte dell’agente assicurativo Siri Tyler. Michael Burrows (Joseph Fiennes) è un detective della omicidi il quale, nonostante sia affetto da una malattia congenita che gli provoca improvvise perdite di coscienza e svenimenti alla vista del sangue, lavora ai casi più violenti e difficili. Quando, a causa di un suo errore, un serial killer riesce a fuggire ed egli viene licenziato, decide di offrirsi a una compagnia assicurativa che lo assume e lo incarica di indagare insieme all’agente assicurativo Siri Tyler-Wynona Ryder sulle richieste di indennizzo avanzate sugli incidenti mortali più stupidi. La trama può apparire farsescamente interessante, ma il film non ne è all’altezza e mostra tutti i difetti artistici tipici della scarsa capacità registica e interpretativa messa in vetrina dai rispettivi “addetti ai lavori”. E, poiché perfino nell’ambiente hollywoodiano questo film viene considerato un film non necessario facendo risultare superfluo il consueto: “A parte i soldi, ma chi ve lo ha fatto fare?” da rivolgere all’inutilità, gli dobbiamo riconoscere il merito di averci costretto a una riflessione su quali analoghi premi si potrebbero istituire in favore dell’umanità negativa invertita l’offerta di “non invecchiare più, non ammalarsi più e non morire più” - aspira a un sicuro primo posto nel The Darwin Awards e al massimo dei riconoscimenti della scelleratezza, per la sua propensione al più grande dei suicidi accidentali per menti poco evolute.






