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Babel

Babel locandinaUn affresco disperato di un’umanità simulata e capovolta, incrocia come in un artificioso gioco ad incastro la trilogia sul dolore firmata dall’accoppiata Alejandro Gonzalez Inarritu, regista, e Arriaga, sceneggiatore, coinvolgendo in un tragico legame temporale multirazziale il parallelismo e i destini di individui distanti tra loro migliaia di chilometri. Il detonatore che innesca questa reazione a catena che investe zone diverse del pianeta, è il colpo di fucile sparato per gioco da due bambini contro un’autocorriera di turisti in transito, coinvolgendo l’esistenza di una coppia di americani in vacanza in Marocco per risolvere la propria crisi coniugale, quella di una domestica messicana alle prese con i figli della coppia nel giorno del matrimonio del proprio figlio, e la vita di una adolescente giapponese sordomuta ed emotivamente emarginata alla ricerca d’amore in una Tokyo caotica e alienante. Ossessionato dalle coincidenze del destino e dalle storie parallele, il regista messicano Inarritu realizza in questo film la sua Babele narrativa multilinguistica in cui tutti si sentono disperatamente stranieri e vivono ciascuno la propria solitudine quale semplice ignoranza di quella del vicino. Di un certo interesse è notare l’esemplare rappresentazione del relativismo del Male Perfetto e il diverso comportamento della polizia messo in rilievo dal regista. Quella marocchina, estremamente tollerante nei confronti della coppia dei turisti americani quanto aggressiva, violenta e intollerante si manifesta verso i propri cittadini; e quella americana piuttosto incivile, ottusa e prepotente nei confronti di tutti. In tal caso l’incapacità professionale vigente nella dittatura allargata degli Stati di Polizia è forse il perno infelice che infelicemente unisce, spiegandoli, i confronti diversi. Ma il denominatore comune del Campionario dell’A e del Per e dei Senza e dell’Assenza, è un insolito e originalissimo happy end, effettivo o di semplice speranza, armonizzato da una stupenda musica di sottofondo, che nel finale - e anche durante lo scorrere dei titoli di coda - irrompe sulla scena quale protagonista assoluta, riuscendo ad  accomunare  nella lingua del suono armonioso il discordante multilinguismo babelico di un mosaico frantumato e così ricomposto. A Babel è stato assegnato il Premio per la Regia al 59° Festival di Cannes, e gli attori e i caratteristi coinvolti – tutti sufficientemente bravi e da citare – sono Brad Pitt, Cate Blanchett, Gael Garcia Bernal, Koji Yakusho, Rinko Kikuchi, Adriana Barraza e Michael Prena.


 
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