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Superman Returns

Superman Returns locandinaLa curiosità che questo film sia il primo ad essere quasi interamente girato con la Genesis camera, una innovativa macchina da presa digitale ideata da Sony e Panavision, e uno dei primi  film ad essere proiettato in America nei cinema IMAX 3D, e che la novità non sta nel fatto che questo lungometraggio venga proiettato nei famosi cinema ad alta risoluzione, quanto nel fatto che lo stesso Bryan Singer (il regista) abbia girato 20 minuti di scene in 3D, per cui nelle sale un segnale avvertirà quando sarà il momento di indossare gli appositi occhialini, ci riporta indietro di cinquanta e più anni quando analoghi occhiali venivano forniti al botteghino delle sale cinematografiche, novità che ha però avuto vita brevissima come prevediamo avverrà per le scene in 3D. A questo punto non ci sarebbe altro da dire su questo ennesimo fumettone cinematografico con un interprete talmente inadeguato e sbiadito sia nell’aspetto fisico che nella recitazione, dall’ingigantire enormemente il ricordo del compianto Christopher Reeve. Tuttavia, ci sono altre “novità” altrettanto spiacevoli. Tornato dal suo viaggio esplorativo sul pianeta Krypton, Superman trova un mondo che lo ha dimenticato e la sua donna (Lois Lane, interpretata da Kate Bosworth) che ha un figlio di 5 anni il quale è in possesso di superpoteri intermittenti (di cui Superman dovrebbe essere quindi  il padre, ma nessuno ce lo dice esplicitamente), ha ricevuto il premio Pulitzer per un articolo intitolato: “Perché il mondo non ha bisogno di Superman” e stà per sposarsi con un tizio non meglio identificabile nel generale anonimato delle persone fisiche simulate umane non estratte per campione dal campionario degli aborti e dei rifiuti umani. Dopo le peripezie della sua nuova avventura sulla Terra e la lotta vincente contro il suo antico e riesumato nemico Lex Luthor, il quale era in procinto di diventare il malefico padrone del mondo - il che dimostra come il mondo abbia invece bisogno di lui, anzi che non possa proprio farne a meno - alla fine Superman lascia la bella Lois Lane e Jason (il bambino) al loro destino fumettistico, e se ne va (simbolicamente come Jason Bourne, Spiderman 3 o il cavaliere solitario sul cavallo bianco del western), dicendo loro tranquillamente: “Ci si vede in giro”. E, siccome non essendoci più Christopher Reeve non vorremmo mai che ciò accadesse, speriamo proprio che sia questa la volta buona per liberarci, in un colpo solo, di Superman, Lois Lane, Luthor e tutti gli altri innumerevoli nemici, amici o simpatizzanti del nostro supereroe, nonché naturalmente della kryptonite. Ma la vediamo brutta, soprattutto lì a Hollywood, con il piccolo Jason dagli intermittenti superpoteri, che già bussa alla porta.

 
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