Il regista Jonathan Demme si confronta con il collega John Frankenheimer nel remake di Va e uccidi del 1962, affrontando il tema sempre ricorrente delle elezioni presidenziali Usa. Il capitano dell’esercito Ben Marco – nella versione originale interpretato da Frank Sinatra probabilmente perché di origini italiane, mentre nel rifacimento lo stesso personaggio, pur conservando l’italianissimo cognome, è impersonato da un Denzel Washington di indubbie radici e caratteristiche afroamericane - viene salvato durante la guerra del Golfo dal sergente Raymond Shaw (personaggio illuminato dal talentuoso Isaac Liev Schreiber), in una imboscata in cui due militari statunitensi perdono la vita. L’attualità della storia, che nel remake si rifà alla successiva guerra del Golfo, sta nelle problematiche connesse all’elezione del presidente che sono quelle di sempre, cioè il potere perverso del denaro che mira ad assumere il controllo della presidenza degli Stati Uniti e che la finzione cinematografica, amplificandolo spettacolarmente con condizionamenti psichici e aggeggi elettronici di adeguata attualità aventi lo scopo di estrarne una caricatura adeguata ai giorni d’oggi, finisce per rendere vero e credibile, nonostante l’inevitabile finale del tarallucci e vino all’americana, basato sulla morte dei “cattivi” e sulla vittoria scontata dei “buoni”, alla faccia dei “tutti cattivi” della realtà e del controllo inevitabilmente assunto dal potere perverso del denaro - causato dalla disuguaglianza economica - su ogni comparto della società americana e delle Nazioni planetarie e, pertanto, figuriamoci se non sulla presidenza degli Stati Uniti! Il film è comunque godibile per gli appassionati del genere thriller-politica-azione, sia per passare il tempo e distrarsi, e sia per visionare un’attendibile documentazione caricaturale e arlecchinesca dello status quo morbosus in cui versa il povero pianeta Terra usurpato dal Male Perfetto.






