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Chiamata da uno sconosciuto

Quando chiama uno sconosciuto locandinaC’è una certa confusione con When a Stranger Calls – Quando chiama uno sconosciuto – compreso nel calderone di per se stesso già confuso dei troppi film che in italiano iniziano con la lettera “q”; e in questo caso anche con il famoso film “Quattro minuti”di Chris Kraus, perché del When a Stranger calls di cui ci stiamo occupando, ne abbiamo visionata una versione in lingua francese, che non è la nostra lingua madre, ma che per parentele, affinità con la stessa o refusi giovanili quando (perdonateci l’ennesima “q”), si andava “a caccia” di straniere,  ci risulta comprensibilissima. E infatti tale versione in lingua francese, dopo il nome originale del lungometraggio, s’intitolava chissà perché in italiano: “Quattro minuti”. Il When a Stranger Calls di cui ci stiamo occupando, è quindi quello di produzione Usa 2006, diretto da Simon West e interpretato da Camilla Belle nella parte della liceale Jll Johnson improvissatasi babysitter affiancata da un cast di attori, Katie Cassidy, David Denman e Brian Gerachty, i cui nomi ma soprattutto la loro recitazione non ci dicono niente. La tranquilla serata che Jll dovrebbe trascorrere in una splendida villa in cima alla collina, adibita alla sorveglianza di due bambini che dormono profondamente e si svegliano soltanto verso la conclusione del film, per cui fino al loro risveglio la lasciano in un totale stato di riposo, viene turbata da una serie di telefonate da parte di uno sconosciuto, il quale, incurante dei ripetuti “perché” e “cosa vuole” della ragazza, solo alla fine – facendola precipitare nel panico - le rivela il motivo delle sue telefonate e i suoi propositi: “Voglio addosso a me il tuo sangue”. Il finale è perciò talmente movimentato “che più movimentato non si può”, dato che la protagonista si dimostra - come c’era da aspettarsi vista la trama trita e ritrita - il peggiore avversario che potesse capitare al povero killer, malmenato e insanguinato del proprio sangue in tutti i modi possibili, anche se praticamente reso immortale dal regista e dagli sceneggiatori. Una bufala? Una gran boiata? Che dire? Ne abbiamo viste sicuramente di peggiori di bufale e boiate, sia in Italia che nei  dintorni. Ma soprattutto abbiamo visto andare in fumo i nostri soldi. Ma siccome questa non è una novità, ma avviene sistematicamente ACDV, PCDV lasciamo pure liberi gli amanti dell’horror  cinematografico, di andare a distrarsi quando, quanto e come vogliono dal proprio (sicuramente ben peggiore) horror personale.

 
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